Pianura Padana, lotta allo smog senza confini

Come anticipato ieri, il Ministero dell’Ambiente e le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto hanno firmato in mattinata a Bologna il “Nuovo accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano“. L’intesa -spiega la Regione – punta a misure strutturali e attuate allo stesso modo nelle quattro regioni per dare risposte concrete a un’area di oltre 23 milioni di residenti (il 40% della popolazione italiana). Ad esse si aggiunge lo stanziamento di 16 milioni di euro complessivi da parte del Ministero: 8 milioni per gli eco-bonus delle Regioni per la sostituzione dei veicoli più inquinanti e altrettanti per ridurre l’inquinamento prodotto dalle attività agricole e zootecniche, promuovendo le buone pratiche. Condivisa anche la gestione delle emergenze legate al superamento dei limiti di inquinamento da PM10, con gli stessi divieti temporanei nelle quattro regioni.

L’accordo è stato firmato dal ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, e dai presidenti delle Regioni Emilia-Romagna e Piemonte, Stefano Bonaccini e Sergio Chiamparino e dagli assessori all’Ambiente di Lombardia e Veneto, Claudia Terzi e Gianpaolo Bottacin. «Le criticità del bacino padano- ricorda l’assessore Bottacin- sono determinate dalle condizioni meteo stagionali e dalla sua collocazione geografica rispetto al movimento delle masse d’aria. Ma l’efficacia degli interventi si misura sul medio e lungo periodo, non sui picchi di una singola stagione, che possono essere più o meno elevati. Dal 2002 in poi in Veneto la situazione della qualità dell’aria è andata costantemente migliorando: per le polveri sottili PM10 si è registrata una diminuzione del 40%; analogo l’andamento per l’altro inquinante, il biossido di azoto. È evidente che nessuno ha la bacchetta magica ma per affrontare il problema servono interventi strutturati, non misure spot».

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