Atletica leggera, la rivoluzione dei quarantenni in Veneto

Le novità del nuovo presidente regionale Zovico: «largo ai giovani e alle donne»

Dal 12 novembre dell’anno scorso Christian Zovico è il presidente del Comitato Regionale della Federazione Italiana Atletica Leggera. Vicentino, ex-atleta e tuttora runner, avvocato, soprattutto presidente di Atletica Vicentina, la società oggi più importante del Veneto, che, nei 12 anni della sua guida, è entrata nei top club nazionali ed è diventata un modello tecnico e gestionale. Nella assemblea di Bassano del Grappa Zovico ha ottenuto quasi il 60% dei voti portando con sé un gruppo consiglieri quarantenni (come lui, che ha 45 anni).

Presidente, hanno detto che la sua è stata la rivoluzione dei quarantenni…
Dopo 16 anni di presidenza del mio predecessore Paolo Valente c’era richiesta di nuovo.

Sara Simeoni era nella sua lista. È stata importante per il vostro successo?
Avere a fianco un personaggio come Sara ha certamente avuto il suo peso. E lo ha tuttora visto che è vicepresidente del Comitato e responsabile del Settore promozione e scolastico, dove può portare la sua esperienza di insegnante e di atleta. Ci tengo a sottolineare che, oltre a Simeoni, ci sono altre due donne in Consiglio. La quota rosa è passata da zero a 3 dodicesimi.

Uno dei punti forti del suo programma è fare rete.
Mettere in rete le società venete è la leva per superare certi campanilismi, che infatti stanno scomparendo. Il punto di partenza è una identità storica culturale e sportiva comune. La creazione della figura del consigliere delegato ai rapporti con i Comitati Provinciali è mirata proprio a questo obiettivo. Ma non ci siamo fermati all’ambito regionale, siamo andati oltre con il “Progetto Nord Est”, che crea un network triveneto fra quattro Comitati (Friuli, Trento, Bolzano, oltre a noi) per dare supporto ad atleti delle categorie Under 18, 20 e 23 ed ai loro allenatori mettendo insieme risorse economiche e tecniche.

State lavorando con il mondo della scuola?
Stiamo sviluppando due progetti in questo ambito. Uno, “Generazione Atletica”, è promosso dalla Federazione. L’altro, “Giornate dello sport in classe”, è invece della Regione Veneto. Con noi collabora Manuela Levorato, la velocista di Dolo che ha concluso da un paio di anni la attività agonistica.

Ci sono stati cambiamenti nella organizzazione del Comitato?
È un grosso lavoro di ristrutturazione che abbiamo avviato subito e con cui vogliamo abbattere i costi ed agevolare i rapporti con le società. Un altro obiettivo è aumentare la trasparenza dei dati economici. Con la attuale impostazione, di matrice federale e quindi più orientata al controllo, è difficile la estrapolazione e quindi la comprensione dei dati di bilancio.

Quali sono gli atleti veneti di punta?
Sicuramente i quattro selezionati per le Olimpiadi di Rio l’anno scorso: i due dell’Assindustria Padova, il maratoneta Ruggero Pertile e la mezzofondista Yusneysi Santiusti, la velocista Gloria Hooper dei Carabinieri e il vicentino Matteo Galvan delle Fiamme Oro, primatista nazionale dei 400 metri. Aggiungo un altro atleta delle Fiamme Oro, Michael Tumi, anche lui velocista, e la lunghista Laura Strati dell’Atletica Vicentina.

Le società sono presenti in tutto il territorio regionale?
Si può dire che sono ben coperte tutte le province, sia a livello giovanile che assoluto. Ci sono alcune società di vertice, ricordo Assindustria Padova, Coin Mestre, Bentegodi e New foods a Verona, l’ANA Feltre e Silca a Treviso. E ovviamente l’Atletica Vicentina. I risultati complessivi di tutto il movimento sono senz’altro molto buoni.

Lo sviluppo di una disciplina è legata anche agli impianti. Com’è la situazione in Veneto?
Non è ancora ottimale ma è molto migliorata. Due settimane fa è stato inaugurato un nuovo impianto a S. Biagio di Callalta, vicino a Treviso, e nel 2016 sono state aperte tre nuova piste a Monselice, Bussolengo e Vicenza. Presto comincerà l’adeguamento degli impianti di Jesolo e Caorle in vista, rispettivamente, dei Giochi del Mediterraneo Under 23 2018 e degli Europei Master 2019. E non dimentichiamo che a Padova c’è l’unico impianto al coperto del Nord Italia.