BpVi e Vb, Sacconi: «andare contro Ue se serve»

«Salviamo le banche venete anche andando contro l’Ue, se serve». Così intervistato su La Nuova Venezia da Eleonora Vallin a pagina 24, il presidente della commissione Lavoro del Senato interviene sulla questione del salvataggio di Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca. «Vale anche per esse la regola too big to fail – continua il senatore trevigiano -; sommate, sono troppo grandi per poter cadere senza produrre effetti sistemici molto pesanti sul risparmio, sull’economia, sullo stesso rating italiano. Non possiamo ammettere nemmeno lontanamente l’idea di un fallimento bancario di questa proporzione».

Nel negoziato sulla ricapitalizzazione da un 1,2 miliardi dai privati «l’atteggiamento della Commissione mi è parso perfino più rigido e ingiustificato della Bce – continua Sacconi -. È paradossale che Bruxelles e Francoforte continuino ad avere un atteggiamento generoso verso gli investimenti finanziari delle banche tedesche e un comportamento rigoroso verso l’attività più propriamente commerciale di credito al dettaglio delle nostre (…) dico di chiudere con o senza Bruxelles: ovviamente auspico una soluzione concertata ma se l’atteggiamento sarà rigido, piuttosto che fallire, bisogna assumersi la responsabilità e aprire noi una constestazione contro la Dg comp – conclude il senatore – è inaccettabile che la Dg comp abbia un potere di vita e di morte per molti aspetti discrezionale. Il che legittimerebbe la nostra contestazione».

(ph: loccidentale.it)