BpVi e Vb, salvataggio “forzoso” da tutte le banche

Si assottiglia la rosa delle opzioni per il salvataggio delle ex popolari venete. Mentre il ministro Padoan sembra sul punto di giungere a un accordo con Bruxelles e Francoforte e UniCredit e Intesa danno la loro disponibilità, tra le banche medie del sistema prevale la freddezza. Come scrivono Luca Davi e Marco Ferrando sul Sole 24 Ore di oggi a pagina 3, la soluzione dunque si avvia ad un bivio: o un intervento volontario per pochi, o un intervento obbligatorio per tutti. La soluzione che appare più probabile è proprio quest’ultima dato che, di fronte alla disponibilità da parte di pochi grandi istituti ad accollarsi la patata bollente di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, anche le banche più determinate potrebbero sfilarsi e lavarsene le mani.

Di qui la possibilità concreta di un intervento “forzoso” da tutte le banche del sistema e che potrebbe prevedere una o due annualità del Fondo di risoluzione, visto che all’appello mancano 1,25 miliardi chiesti dall’Ue ai privati e su cui il ministero dell’Economia sta tentando di ottenere uno sconto. Intanto ieri a conclusione del board di Intesa Sanpaolo, il consigliere Giovanni Costa ha confermato l’interesse dell’istituto all’operazione: «il nostro presidente, il nostro amministratore delegato e l’intero cda stanno seguendo il dossier con attenzione, con competenza e con senso di responsabilità istituzionale».