Padova, Bitonci: «inciucio Giordani-Lorenzoni»

«Aveva ragione il loro candidato Simone Borile quando parlava di inciuci tra Giordani e Lorenzoni, e infatti il loro accordo altro non è che una scelta di poltrone, e non pensa al futuro della città. È una mossa che serve per tentare di vincere ma non per governare. Non si troveranno mai insieme delle forze così diverse. Le loro sono le scelte della vecchia politica, quasi da prima Repubblica». Così in un articolo di Luca Preziusi sul Mattino a pagina 22, il candidato sindaco di Padova Massimo Bitonci (Lega) torna ad attaccare l’accordo elettorale per il ballottaggio tra i due suoi avversari del centrosinistra.

«Se dovessero vincere entrerebbero in consiglio Marta Nalin di Sel, Nicola Rampazzo che è vicino ai centri sociali, Roberto Marinello che è un antagonista degli anni Settanta e Daniela Ruffini che tutti sappiamo chi è – aveva dichiarato ieri Bitonci – e non credo che i padovani vogliano questo, e non credo neanche lo vogliano molti elettori di Lorenzoni, oggi costretto a stringere patti con Saia, Degani o Pasqualetto. E poi i padovani non dimentichino che il primo consigliere di Giordani sarà sempre Zanonato».  «Le prime scelte che faranno saranno quelle di eliminare i criteri di residenza per l’assegnazione delle case popolari, di disintegrare il progetto del nuovo ospedale, perché non troveranno mai un accordo con Luca Zaia e con il rettore, e di accogliere clandestini» continua il candidato leghista, e sull’urbanistica «si bloccherebbero alla prima delibera». Bitonci conclude che in caso di sconfitta farà il capo dell’opposizione.

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