Bpvi e Vb, un obbligazionista pugliese: «Mattarella, ascoltami»

Lettera aperta al Presidente della Repubblica di un uomo disperato: «mi sento derubato»

Pubblichiamo di seguito una lettera aperta, gia inviata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, di un lettore di Barletta che ci ha accoratamente richiesto di renderla nota. Il signore, che ha voluto firmarsi semplicemente con il suo nome, Roberto, ci ha telefonato piangendo. Nel testo scrive di «aver pensato anche di farla finita». Parlando con lui e con la moglie Gaetana, abbiamo deciso di metterla online anche per dargli un conforto immediato e, forse, una speranza: «cerco di stargli vicino», ci confida la signora, «ma siamo arrivati ad un punto in cui c’è solo esasperazione». Alla fine, dopo aver fatto una riflessione al giornale, abbiamo scelto di lanciare questo grido d’aiuto. Non per allarmare, ma per dare conto delle situazioni drammatiche in cui versano le famiglie, non solo venete, rimaste intrappolate nella crisi di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. a.m.

Sig. Presidente della Repubblica Sergio Mattarella,
sono qui in questo momento per rivolgerle il mio accorato appello di aiutare tutti coloro che sono dentro questa triste e drammatica vicenda che ancora una volta vede, dopo le 4 banche salvate con i soldi dei risparmiatori, mandare in frantumi i risparmi di anni di lavoro di tanta gente. A 44 anni mi sento un uomo a cui stanno togliendo oltre la dignità anche la vita!

Io e mia moglie non abbiamo un lavoro e viviamo grazie ai flussi cedolari delle obbligazioni delle banche venete che con grande difficoltà ci permettono di andare avanti e assicurare gli studi ai due nostri figli. Questi soldi tra qualche tempo non li avrò più, da quel che leggo dopo la sospensione del rimborso dell’obbligazione di Veneto Banca decretato ieri dal governo, e la stessa prassi faranno con la mia obbligazione che scade a dicembre. Mi sento derubato e non me ne voglia Presidente se le dicessi che non credo più in questo Paese dove i ladri girano liberi, impuniti e felici come coloro che hanno rubato in queste due banche!

Tanta gente come me da ieri sera sta soffrendo e impazzendo e, glielo confido sinceramente, ho pensato anche di farla finita. Una considerazione me la conceda, come uomo di fede e praticante la  religione cattolica: non meritavo una cattiveria del genere. Tutte le mattine prima di andare in chiesa per recitare il Rosario e sentire la Santa Messa recitata dal mio caro amico Don Francesco trovavo una povera donna che chiedeva qualcosa da mangiare per i suoi tre bambini e puntualmente non esitavo a darle il mio contributo perchè aiutare chi è in difficoltà ti fa sentire bene!

Oltre a Lei che leggerà questa lettera voglio ringraziare una persona che mi è stata vicina e che sulla quale ponevo la mie speranze per difendere i miei risparmi aggrediti da un Sistema, che è il Dott. Guzzetti, chiedondogli scusa se l’ho disturbato spesso, e che porterò nel mio cuore!
Con Affetto, Roberto.