Cassazione: «astici soffrono nel ghiaccio, è maltrattamento»

Condannato un ristoratore di Campi Bisenzio, vicino a Firenze, per aver tenuto gli astici vivi nel ghiaccio con le chele legate. Come riporta l’Huffington Post di oggi, il proprietario del ristorante è arrivato fino alla Cassazione per farsi cancellare la multa di 5 mila euro. Per la difesa gli animali vengono spediti dall’America nelle stesse condizioni e dunque il ristoratore non fa che mantenerli così come arrivano. Ma la Corte suprema gli ha dato torto: gli astici soffrono troppo al freddo.

«Non può essere considerata come una consuetudine socialmente apprezzata – scrive la Cassazione – detenere questa specie di animali a temperature così rigide, tali da provocare sicure sofferenze». Esistono altri metodi, più costosi, per conservarli, come ad esempio gli acquari. Invece la consuetudine di cucinare i crostacei vivi, secondo i giudici, «non costituisce reato perché in questo caso l’interesse umano prevale rispetto all’interesse alla non-sofferenza dell’animale».

(ph: https://recipes.anovaculinary.com)

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