Sinistra italiana, impara da Corbyn

Il leader del partito laburista inglese ha capito l’aritmetica del debito pubblico. E ora si sta godendo i frutti del lavoro fatto dagli altri

In Inghilterra esiste una sinistra che in Europa non esiste più. Infatti, il partito laburista inglese alle ultime elezioni è cresciuto del 10%, guadagnando 32 deputati rispetto alle precedenti elezioni, questo risultato, se confrontato con quello dei socialisti francesi quasi scomparsi, è dovuto essenzialmente al fatto che Jeremy Corbyn ha capito l’aritmetica del debito pubblico.

A Corbyn è stato rinfacciato il suo tiepido appoggio al remain, la prova che fosse poco convinto del remain si è avuta all’inizio del 2017, in un discorso tenuto a Peterborourg*, una roccaforte conservatrice che ha votato massicciamente per la Brexit, affermava: «Spingeremo per mantenere il pieno accesso al mercato unico europeo per proteggere gli standard di vita e i posti di lavoro, ma ci impegneremo anche a rimpatriare i poteri da Bruxelles, per permettere al governo britannico di sviluppare una vera strategia industriale, essenziale per l’economia del futuro».

Coerentemente con questa impostazione, Corbyn ha impostato la sua campagna elettorale su temi qualificanti tipicamente di sinistra: stop alla privatizzazione e maggiori fondi al Servizio Sanitario Nazionale, aiuti alle imprese inglesi, maggiori tutele del lavoro, cioè tutte azioni possibili ad un paese dotato della propria sovranità economica, fuori dai vincoli dell’Unione Europea, ma integrato nel mercato europeo. Situazione ante Maastricht per intenderci.

Potrebbe stupire che Corbyn usi un linguaggio sovranista, rimpatriare i poteri da Bruxelles, tipico dei sostenitori della Brexit. Qui entrano in gioco l’aritmetica e il debito pubblico, l’esempio che segue è comprensibile a chiunque conosca le quattro operazioni: addizione, sottrazione, moltiplicazione e soprattutto divisione.

Supponiamo che un ipotetico paese, che chiameremo Mandolinia, improvvisamente a fine anno si accorga di avere un PIL di 50 e un debito di 60, quindi un rapporto debito/PIL di 60/50 = 1,2 che espresso in percentuale è pari al 120%. Il commissario Cavoletti di Bruxelles, intransigente sostenitore dell’austerità espansiva, sgrida i dirigenti di Mandolinia, esortandoli a tagliare la spesa pubblica, per ridurre il rapporto defibito/PIL. I dirigenti di Mandolinia obbediscono e tagliano la spesa pubblica di 10 e conseguentemente pensano di ridurre il debito e il rapporto debito/PIL, si sono però dimenticati della formuletta Y = C + G + I + NX. Cioè il Pil di un paese Y è uguale alla somma della spesa per consumi privati C, più la pesa pubblica G, più gli investimenti I, più la differenza fra esportazioni e importazioni NX. A questo punto, con un moltiplicatore della spesa pubblica pari a 1, se riduco di 10 la spesa pubblica riduco automaticamente di 10 il PIL.

Alla fine della manovra, Mandolinia si troverà con un debito di 50 e un PIL di 40, per cui 50/40= 1,25 che espresso in percentuale fa 125%, sorpresa! Il rapporto debito PIL è aumentato invece di diminuire. Questa è la logica dell’austerità espansiva dell’Unione Europea, che la sinistra italiana non ha capito o fa finta di non capire. Invece il buon Corbyn, che probabilmente conosce l’aritmetica, e conosce anche il significato di moltiplicatore della spesa pubblica, ha capito l’antifona, ha lasciato che a sporcarsi le mani con la Brexit siano stati gli altri, e adesso si gode la vittoria, e può proporre le sue ricette, non solo perché ha una propria moneta, ma perché non è più vincolato all’austerità espansiva dell’Europa, altri hanno tolto le castagne dal fuoco per lui.

Per questo il tiepido Jeremy ad inizio anno non aveva difficoltà ad affermare che l’Inghilterra può stare meglio fuori dall’Unione Europea*, Corbyn, a differenza dei laburisti nostrani, l’aritmetica l’ha capita, e forse anche qualcos’altro viste le seguenti affermazioni: «Il Labour sostiene regole eque e un’immigrazione ragionevolmente controllata come parte della relazione con la UE post-Brexit». Accipicchia un brexista di sinistra! In attesa che anche in Italia la sinistra capisca che la sovranità economica è di sinistra ed è sancita dalla nostra Costituzione, non ci resta che invidiare gli amici inglesi.

* Spunti tratti da un articolo di Anushka Asthana pubblicato su The Guardian, 10 gennaio 2017
(trad. Vocidallestero.it)

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