Conte Emo regala 20 wc alle autorità: «omaggio a chi rovina villa»

Il conte Leonardo Emo, detto Marco, ha fatto consegnare da un corriere espresso un omaggio consistente in 20 wc ad altrettante autorità venete del territorio. Come scrive Alessia De Marchi a pagina 23 de La Tribuna, le tazze di ceramica Dolomite, valore 80 euro sul mercato, sono state impacchettate come fossero pregiate opere d’arte con allegato un biglietto di accompagnamento: «un oggetto sanitario assolutamente nuovo di zecca e dal design innocente, funzionale e dal valore economico ragionevole». La prima tazza ovvero «l’opera d’arte originale», è stata recvapitata al presidente del Credito Cooperativo Trevigiano, Piero Pignata. Agli altri 19 invece una «replica» di uguale valore commerciale ma di diverso peso simbolico.

Tra gli omaggiati, tre componenti del cda della Fondazione Villa Emo, a cui è affidata la diretta gestione della dimora palladiana; il presidente del Veneto Luca Zaia; il ministro per i beni e le attività culturali Dario Franceschini; la sindaca di Vedelago Cristina Andretta; autorità varie tra carabinieri, questura e polizia; infine tre «probiviri scelti dall’autore in qualità di emeriti maestri della Cultura»: ovvero Philippe Daverio, Massimo Cacciari e Vittorio Sgarbi. Il gesto rappresenta la risposta del conte a Pignata che gli aveva chiesto di ritirare l’archivio storico della dinastia Emo Capodilista dalla banca entro giugno. Una richiesta vista come una sfida da parte del conte che ha quindi rivolto un appello ai 19 a difendere un patrimonio che la banca, a suo dire, vuole smembrare. La banca aveva infatti acquisito con un passaggio di proprietà nel 2004 villa Emo di Andrea Palladio. La villa che adesso il conte reputa minacciata da un «sistema, ancora predominante della cultura retrograda e ignorante».

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