Padova, Tessari: «io, sempre a sinistra, indeciso fra Bitonci e Giordani»

L’ex parlamentare Pci e Partito Radicale: «l’immigrazione deve essere regolata secondo i nostri diritti e doveri»

Caro direttore,

sono un vecchio cittadino di Padova e sono in grande difficoltà per decidere chi votare al ballottaggio prossimo tra Bitonci e Giordani. Per i miei trascorsi politici a sinistra dovrei non avere problemi. Ma oggi, grazie anche allo sparigliamento fatto da Renzi, i confini tra destra e sinistra si sono un po’ offuscati: è facile vedere un po’ di destra nella sinistra e viceversa.

Metto il mio modesto voto a disposizione di quello tra i due candidati che mi darà una risposta chiara al quesito più drammatico che io sento incombere sulla vita della nostra società: come gestire il fenomeno della migrazione. Respingo come demenziali sia la proposta di chi vuole mettere i fili spinati sia quella dell’accoglienza senza se e senza ma. Il buon senso e la prudenza consigliano le non facili vie intermedie.Vorrei una dichiarazione esplicita di condanna del traffico di esseri umani che le mafie magrebine e quelle nostrane stanno facendo con la complicità oggettiva di tutte le ONG.

Queste ONG sono così potenti moralmente che debbono imporre all’Europa e all’Italia l’unica soluzione ragionevole. La manodopera che serve a noi e all’Europa ce la andiamo a prendere con le navi nazionali, senza appaltare a nessuna mafia il lavoro che dobbiamo fare noi. Chi si rimette alla imprenditorialità mafiosa sa cosa vuole: che da noi non vengano degli esseri umani, ma schiavi sopravvissuti ai viaggi della morte. Solo chi ha perso un figlio, un padre, una madre, accetterà qualsiasi condizione, di tornare ad essere lo schiavo che già fu nei secoli del nostro miserabile colonialismo. Dobbiamo imparare ad attraversare questo piccolo braccio di mare che ci dovrebbe unire all’Africa perché con questa terra noi abbiamo intessuto rapporti da più di 4000 anni. E da questo bacino avrebbe dovuto nascere l’Europa mediterranea, non dalle lobbies dell’acciaio, dell’atomo e del mercato comune.

Tutti coloro che da noi approderanno, accompagnati dal servizio marittimo pubblico, debbono sapere che troveranno un’accoglienza fraterna. Debbono essere inseriti nel mondo del lavoro e non del caporalato. Debbono essere messi in grado di apprendere la lingua e successivamente la cultura, gli usi e costumi del paese ospitante. Alla comunità islamica dobbiamo offrire il nostro aiuto per la costruzione di luoghi di culto nella massima trasparenza di tutto ciò che venga predicato entro le sue mura. Come deve essere per ogni luogo di culto. A nessuno deve essere consentito di usare il luogo di culto per fomentare azioni terroristiche o violazioni della legge ordinaria.

Sulla porta delle moschee deve essere esplicitato che nel nostro Paese è considerato un crimine qualsiasi mutilazione del corpo della donna o offesa alla sua persona. Con altrettanta chiarezza deve essere esplicitato che da noi è considerato un crimine la violenza contro gli omosessuali. Pertanto i rapporti di fratellanza si possono costruire solo a partire dalla reciproca conoscenza dei diritti della persona. Ogni comunità che chiede l’aiuto per costruire una moschea deve attivarsi perché nel paese di origine di quella comunità siano avviate identiche e simmetriche iniziative per la costruzione di luoghi di culto cristiano in tutte le sue declinazioni.

Il sindaco, che certamente non ha molti poteri, ma ha un potere morale di fronte alla comunità nazionale deve denunciare, quando ne sia informato, l’invio di armi e la creazione di focolai di guerra nei paesi africani che hanno il solo scopo di rendere invivibile quella terra e spingere a esodi biblici e disperati masse ingovernabili di esseri umani.

Il sindaco deve rendere pubblico nel suo territorio costantemente il quadro dei milioni di ettari di terreno agricolo che le grandi potenze, neo e veterocoloniali, sottraggono all’agricoltura africana per i soli interessi del nuovo colonialismo. Sono questi i veri terremoti che dissestano un intero continente, lo spingono alle migrazioni senza speranza e preparano gli stermini di domani. Il male assoluto non è quello che abbiamo alle spalle ma quello che potremmo fare domani.

So che chiedo molto per una modesta crocetta sul nome del candidato sindaco. Non andrò a votare se non riceverò un segno di risposta. Nonostante tutto ho ancora una grande fiducia che la saggezza possa prevalere.

Alessandro Tessari*

*ex parlamentare Pc e Partito Radicale