Verona rovente, minacce a Salvini da tosiano: scoppia polemica

Il clima elettorale a Verona si fa sempre più rovente. Ieri i coordinatori provinciali delle liste e dei partiti della coalizione che sostengono il candidato Federico Sboarina hanno diramato una nota in cui sostenevano che un candidato della Lista Tosi avesse scritto su Facebook minacce di morte e insulti pesanti – poi cancellate – contro Matteo Salvini.

Il leader del Carroccio minaccia querela: «c’è un limite a tutto e questo limite è stato superato. Se Tosi candida matti o violenti è un problema suo. Io sto solo dando voce a chi segnala il degrado a Verona, da piazza Bra alle periferie, dalla stazione a Veronetta», spiega riferendosi alla sua visita in città nel weekend e al video postato ieri in cui si vede la rissa avvenuta davanti all’Arena.

Patrizia Bisinella condanna le minacce e le offese del candidato tosiano in circoscrizione: «a differenza del mio avversario Federico Sboarina che non ha mai preso le distanze dagli atti razzisti, offensivi e violenti dei suoi supporter, io non ho alcun problema a condannare il gesto del nostro candidato in circoscrizione anzi, lo invito immediatamente a scusarsi. Invece sono ancora qui che attendo le scuse di Sboarina per i commenti razzisti nei confronti di un mio candidato, per le diffamazioni messe in circolo da suoi autorevoli sostenitori».

 

Anche il sindaco uscente Flavio Tosi ha commentato la frase incriminata “Salvini ricordati che devi morire” scritta sui social: «quella battuta è un chiaro riferimento al mitico “Non ci resta che piangere” dei grandi Benigni-Troisi, probabilmente loro ascoltano solo il loro Capitano su Radio Padania. Per quanto riguarda le offese, dalle quali prendiamo le distanze perché non ci appartengono, ci auguriamo che Sboarina faccia altrettanto nei confronti dell’offesa, ben più grave, portata a Verona ed a tutti i veronesi da Salvini».

Infine sono arrivate le scuse, sempre su Facebook, del tosiano, Luca Zusi: «quello che ho detto su Salvini è stato molto duro lo ammetto e me ne scuso. Tutto questo è successo dopo aver visto video che sporcavano il nome della mia città ed in seguito a minacce ed insulti in privato dopo aver messo foto della stazione di Verona Porta Nuova che smentivano ciò che diceva il sig. Salvini. Io non sono riuscito a trattenere il mio impeto ed il mio orgoglio di veronese, ripeto mi scuso ma non insultate Verona».

Fonte: L’Arena

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