Wc donati dal Conte Emo, Zaia: «trasformiamoli in opere d’arte»

«Raduniamo le venti tazze spedite dal conte e trasformiamole in opere. Quindi organizziamo una mostra, magari proprio in villa Emo, e mettiamo all’asta questi pezzi unici griffati. Il ricavato? Lo daremo in beneficenza». Così in un articolo di Alessia de Marchi su La Tribuna pagina 30, il governatore del Veneto Luca Zaia, uno dei destinatari dei venti wc donati dal conte Emo per protestare sulla gestione della villa palladiana di Fanzolo, di sua proprietà fino al 2004 prima di passare al Credito Cooperativo Trevigiano. E sul dono Zaia ci scherza su: sono «onorato di aver ricevuto questa opera d’arte. Non entro nella polemica tra conte e banca. Non ne conosco gli estremi. Trasformo in risorsa un investimento di qualche migliaio di euro fatto dal conte».

Anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi, altro destinatario del wc, commenta la singolare protesta del conte: «l’ha già fatto Maurizio Cattelan – fa notare – il suo wc d’oro è esposto al Guggenheim di New York. Non ho ancora ricevuto il water del conte, che conosco – aggiunge Sgarbi – Mi riservo di sentire lui e la banca non appena mi saranno consegnati wc e documentazione. Sono stato in villa Emo, un luogo d’arte strepitoso. È aperta al pubblico? Sì? E allora dov’è il problema?». «Mai messi in discussione l’importanza del casato e la volontà di mantenerne la storia nella sua casa naturale villa Emo, appunto – commenta invece il presidente della fondazione villa Emo Armando Cremasco -. Metterò i water donati al mio cda nella stanza che avremmo voluto riservare all’archivio».

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