Migranti il nostro futuro? «Stupidaggine colossale»

La tesi in voga è che “serviranno” a sopperire alla nostra denatalità. A parte trattarli come strumenti, i dati la smentiscono già

Gran parte non solo del favore, ma del dichiarato entusiasmo con il quale, anche nel mondo cattolico ed ecclesiastico, si guarda ad un aggiornamento del quadro normativo in materia di acquisizione della cittadinanza – che pare ormai prossimo – si basa sulla convinzione che l’immigrazione non possa che giovare alla società italiana. Sotto molteplici aspetti, a partire da quello demografico. Per fortuna che arrivano gli immigrati – capita sempre più spesso sentire, anche da autorevoli prelati – loro sì che salveranno, ringiovanendola, un’Italia altrimenti in declino. Ora, non varrebbe neppure la pena soffermarsi su un simile argomento, tanta è la sua fragilità, se non fosse riproposto con insistenza crescente, direi quasi ossessiva.

Tuttavia, proprio perché la tesi è avanzata, anzi contrabbandata come indiscutibile certezza, tanto vale esaminarla una volta per tutte da vicino. Con una premessa. Il considerare gli immigrati – come sempre più spesso si fa – come indispensabili per la rinascita demografica italiana, è già un primo modo per mancare loro di rispetto; l’accoglienza, infatti, o è del tutto priva di convenienza oppure, pensateci, vera accoglienza non è. Ne consegue come coloro che vedono nell’immigrazione uno strumento utile per ringiovanire l’Italia, sottolineando ripetutamente questo passaggio, altro non fanno che vedere nell’immigrato uno strumento, un mezzo, anziché una persona. Per questo meraviglia e addolora che siano sovente anche uomini di Chiesa, di certo non consapevolmente, a ragionare in questo modo.

Detto questo, c’è comunque un problema: la tesi secondo cui gli immigrati salveranno gli italiani dall’inverno demografico è falsa; non poggia cioè su alcun fondamento certo. Anzi, più che falsa è addirittura già smentita. Non lo dico io, ma le sedici pagine del bilancio demografico nazionale Istat diffuso una settimana va, ove si legge: «Il contributo positivo alla natalità delle donne straniere mostra un’inversione di tendenza. Infatti, se l’incremento delle nascite registrato fino al 2008 era dovuto principalmente alle donne straniere, negli ultimi quattro anni anche il numero di stranieri nati in Italia, pari a 69.379 nel 2016 (il 14,7% del totale dei nati), ha iniziato progressivamente a ridursi (-10.515 nati stranieri dal 2012)» (p.4).

Che le cose stiano così, e cioè che non è affatto vero che più immigrati uguale minore denatalità è altresì suffragato, per stare all’Italia, a un facile confronto: quello fra settentrione e meridione. Al Nord, infatti, dove presenza degli stranieri supera il 10% – risultando più alta della media nazionale – il tasso di natalità annuo si assesta sui 7,7 nati ogni 1.000 abitanti. Invece al Sud, sempre secondo Istat, la presenza degli stranieri è meno della metà di quella del Nord, risultando del 4,2%, con un tasso di natalità che però – attenzione – è superiore a quello settentrionale, con 8,1 nati ogni 1.000 abitanti. Un altro confronto interessante è quello tra la provincia di Trento e Bolzano: la popolazione straniera in Trentino è superiore a quella in Alto Adige, eppure è quest’ultimo fa registrate una natalità più alta.

Questi e altri indicatori portano demografi come Gian Carlo Blangiardo, dell’Università di Milano-Bicocca, a definire il mito immigrazionista – secondo cui, appunto, gli immigrati ci salveranno dall’inverno demografico – «stupidaggine colossale» (Italia Oggi, 13.5.2017, p.10). Come mai quindi gli stranieri non ringiovaniscono, o meglio non ringiovaniscono più l’Italia, facendo ancora più figli degli italiani ma facendo registrare un rapido declino della natalità? Per più ragioni. Anzitutto per la mancanza di supporto familiari importanti (per esempio la presenza dei nonni), e in secondo luogo per l’occidentalizzazione dei loro stili di vita. E’ come se l’edonismo, a poco a poco, contagiasse anche loro.

Ci si vuole quindi dichiarare pro ius soli? Si intende chiedere maggiore accoglienza per i cosiddetti migranti? Prego, ci si accomodi. Ma non si dica più che gli immigrati sono il nostro futuro, che senza di loro saremmo finiti e via dicendo. La verità, infatti, è l’immigrazione semplicemente rallenta l’inverno demografico, ma non lo elimina. E se le italiane già dal 1977 si collocarono sotto la soglia si sostituzione necessaria ad un Paese per garantirsi un futuro (2.1), pure le donne straniere, da alcuni anni sono sotto quel livello. Si prosegua pure, quindi, a santificare l’immigrato, se questo esalta e fa sentire meglio, ma la si pianti col presentarlo come la nostra salvezza. Perché è una «stupidaggine colossale».