Banca Nuova (BpVi), denuncia per mobbing da ex dg

Un’altra spina per il gruppo Banca Popolare di Vicenza. Questa volta a preoccupare i vertici dell’istituto è la controllata siciliana Banca Nuova o meglio il suo ex direttore generale Adriano Cauduro. Come ha scritto Francesco Bonazzi a pagina 12 de La Verità il 9 giugno scorso, Cauduro ha denunciato penalmente e civilmente per mobbing l’amministratore delegato Fabrizio Viola e il vicepresidente (e presidente di Banca Nuova) Salvatore Bragantini.

Nella citazione civile si legge di «reiterate condotte vessatorie e molestie» da parte dei due dirigenti nominati dal Fondo Atlante. Cauduro chiede 1 milione di euro di danni, soprattutto che a suo dire questi sei mesi di pressioni gli avrebbero provocato problemi cardiaci.

Cauduro entrò a far parte della Banca Popolare di Vicenza nel 2002 e all’epoca della presidenza Zonin lui era conosciuto come il “signor no”: sembra infatti, scrive sempre La Verità, non fosse molto incline ad accontentare le richieste di quest’ultimo. Ne è un recente esempio l’episodio contenuto nella denuncia penale di Cauduro, di quando nel 2015 scrisse a Zonin e all’ex ad Iorio «prendendo posizione in merito alla surreale situazione che stavo vivendo e replicavo alle pressioni esercitate dal presidente Zonin per farmi assumere il nipote del comandate della Guardia di Finanza, Antonio Morelli, che dopo un periodo di prova presso la banca aveva ricevuto valutazioni molto negative».

Cauduro, nonostante la posizione al vertice, è stato anche l’unico a non finire nell’elenco degli indagati e non fa neppure parte dei 32 manager nei confronti dei quali il cda attuale della banca ha chiesto l’azione di responsabilità.

Nel 2015 viene trasferito da Francesco Iorio in Banca Nuova dove, spiega nella citazione, ha trovato «una notevole quantità di crediti incagliati che non venivano passati a sofferenza forse perchè riferiti a clienti eccellenti tra editori, costruttori, viticoltori e industriali». Un sistema che, secondo Cauduro, era garantito dal suo vice Mario Lio, del quale chiede la rimozione al presidente Bragantini ben due volte senza ottenere risposta.

A marzo viene abolita la direzione generale di Banca Nuova e Cauduro viene chiamato dall’avvocato che lo invita a «trattare il licenziamento». Dopo la denuncia per mobbing, con una lettera da parte della banca gli sono stati imputati presunti maltrattamenti a segretarie e impiegati.