BpVi e Vb a Intesa, Gentiloni: «direzione giusta»

«Il filo fra le autorità italiane e le autorità europee è un filo diretto e continuo, penso che sulle banche venete si stia lavorando nella direzione giusta». Così ieri il premier Paolo Gentiloni ha commentato da Bruxelles la trattative sul salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca dopo l’offerta del gruppo Intesa Sanpaolo. Come scrive Marco Bonet sul Corriere del Veneto a pagina 2, si attende ora la risposta ufficiale del governo con un decreto ad hoc che dia il via libera all’acquisto da parte di Intesa delle attività in bonis delle due banche al prezzo simbolico di un euro.

Per l’operazione Intesa ha posto paletti molto stretti valutati molto attentamente in queste ore dal Ministero dell’Economia. Intesa infatti ha chiesto al governo la copertura degli «oneri di integrazione e razionalizzazione» (come gli esuberi) e la «sterilizzazione» dei rischi (crediti deteriorati, titoli tossici e in sofferenza). Secondo gli analisti 3,5 miliardi dello Stato dovrebbero essere investiti nella bad bank in tal senso. Che la soluzione sia ormai questa lo fanno capire anche le parole del governatore del Veneto Luca Zaia, da sempre sostenitore del piano (tramontato) di ricapitalizzazione con fusione dei due istituti in un unico polo bancario: «quella sarebbe stata la soluzione del cuore ma siamo in un momento di grossa difficoltà e davanti al malato grave non ci si pone il problema di chi porta la medicina. Restano i nodi dell’occupazione, degli azionisti che non devono vedere azzerate le proprie azioni, del servizio sul territorio ma siamo fiduciosi e immagino che i prossimi giorni saranno cruciali».