Popolari venete, Lega Nord Vicenza: «no alla svendita»

La Lega Nord vicentina commenta la notizia della possibile vendita a prezzo simbolico delle banche popolari venete a Banca Intesa: «ci troviamo di fronte all’ennesima operazione volta ad impoverire il nostro territorio, peraltro, svolta con modalità poco corrette. Se fino a pochi giorni fa il presidente di BpVi Mion stava lavorando all’ipotesi della banca unica e tale discussione era sul tavolo del ministro Padoan, ci dica il ministro perché in via riservata stava anche conducendo la trattativa di un acquisto condizionato ad opera dell’istituto di credito torinese». Per il segretario provinciale del carroccio, Erik Umberto Pretto il rischio è che Banca Intesa, «in un solo boccone, possa acquistare una good bank di soli asset pregiati, diventando così banca con una posizione di mercato dominante in Veneto, mentre debiti inesigibili o di difficile recupero restino in una bad bank con la conseguenza che i risparmiatori ancora una volta vedano svanire i propri risparmi».

«Il disastro delle banche popolari venete – conclude la nota – è causa per il nostro territorio di danni pari a quelli causati da un terremoto o da un’alluvione; ci vorranno anni per ricostruire la ricchezza svanita nel nulla, in seguito alle operazioni volute dall’Unione Europea e dalla sua Banca Centrale per rafforzare il sistema bancario e quindi la politica monetaria Ue. Con il risultato finale che la ricostruzione avverrà per il tramite di banche che non sono del nostro territorio, e che esporteranno quindi la ricchezza prodotta in Veneto in altre parti d’Italia e d’Europa».

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