BpVi a Intesa, Pd Vicenza: «fallimento classe dirigente»

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Veronica Cecconato (Pd) sul piano di acquisto delle banche venete da parte del gruppo Intesa San Paolo.

Apprendiamo in questi giorni che Intesa Sanpaolo ha dato la propria disponibilità ad acquistare a un prezzo simbolico (1 €) alcune attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca; nel dettaglio, ciò riguarda «l’acquisizione di un perimetro segregato che esclude i crediti deteriorati (sofferenze, inadempienze probabili e esposizioni scadute), i crediti in bonus ad alto rischio e le obbligazioni subordinate emesse, nonché partecipazioni e altri rapporti giuridici considerati non funzionali all’acquisizione», decisione deliberata dal cda e che attende solo l’ok della Ue il decreto di finanziamento da parte del Governo.

Sono dunque giorni cruciali ma determinanti verso una soluzione che affonda definitivamente l’ipotesi della fusione delle due banche, ma che potrebbe salvare posti di lavoro, mettendo in sicurezza i risparmiatori ed evitando il tanto temuto bail-in che avrebbe intaccato gli obbligazionisti senior. Come Partito Democratico Provinciale, non possiamo però esimerci dal ribadire che questa situazione altro non è che il risultato manifesto del fallimento di una classe dirigente rea di aver avallato una gestione dei due istituti non improntata a criteri di trasparenza e di rigorosità.

Quel che auspichiamo, nella massima tutela di risparmiatori e dipendenti coinvolti, è una soluzione rapida, efficace e positiva, perché la gestione dei questi crediti rimanga in seno alle responsabilità dell’Ente Pubblico, evitando in tutti i modi che si realizzi un passaggio a società senza scrupoli che finirebbero esclusivamente per compromettere ulteriormente tutto il tessuto economico e sociale della nostra Regione.

Veronica Cecconato
Segreteria Pd Provincia di Vicenza

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