«Veronese allergica a tutto, impossibile curarla in Veneto»

Pubblichiamo una lettera aperta di Sinistra Italiana di Verona sui vaccini per la “sensibilità chimica multipla”

Gli organi di informazione locali ci informano che una giovane donna veronese di Castel d’ Azzano, Serena Loatelli di 38 anni, è stata colpita da una malattia rara denominata “sensibilità chimica multipla” per la quale risulta allergica a tutto, dai cibi agli odori, alle radiazioni dei cellulari, alla luce artificiale, ecc.. Vive con una mascherina che protegge bocca e naso e resta in vita grazie a pochissimi alimenti (patate biologiche, uova, panna, pollo) che può mangiare. Ma da due anni la malattia è grave, in una fase degenerativa, è arrivata all’ultimo stadio. C’è pericolo di morte.

La Regione Veneto riconosce questa malattia rara avendo aperto dal 2013 a Padova un centro medico apposito. Ha fatto il possibile per essere visitata e curata, ma nulla, nessuno l’ha accolta al centro, né ha avuto risposte da parte dell’assessorato alla sanità chiamato a dare chiarimenti e ad attivarsi. Recentemente si è saputo che il medico incaricato in quel centro ha dato le dimissioni, così ora è del tutto abbandonato. Insomma nel Veneto e in Italia non può essere curata, anche se esiste un vaccino (considerato salvavita) con il quale è possibile far regredire la malattia, salvare la vita di Serena Loatelli ed infine guarirla. Il vaccino è disponibile esclusivamente in cliniche private francesi, inglesi e spagnole e la cura per la completa guarigione dura due anni.

Una vicentina, pure lei all’ultimo stadio, è riuscita ad andare in Inghilterra e dopo due anni è tornata guarita, ma i costi sopportati sono stati di circa 200.000 euro che la madre pensionata di Serena non ha e che non ha nemmeno lei che da anni ha dovuto dimettersi dal lavoro impedita dall’evolversi della malattia. Si afferma che la sanità italiana non può importare questi vaccini e quindi resta solo il viaggio all’estero per evitare la morte incombente. Si è aperta una “colletta” per tentare di trovare, prima o poi, i circa 200.000 euro. Per procurare un salvavita ed una cura idonea ad una giovane in pericolo di vita ci si deve affidare alla generosità di donatrici e donatori??? E in quali tempi? Si fa in tempo prima che sia troppo tardi?
I sottoscritti, attoniti ed indignati, chiedono alla Regione del Veneto di attivare quanto prima l’apposito centro aperto a Padova, renderlo funzionante e, se possibile, dotarlo dei vaccini salva vita per le necessarie terapie.

Chiedono al Ministero alla Salute di trovare, urgentissimamente, il modo di “importare” i vaccini. A Regione e al Ministero chiedono che in attesa di rendere funzionante il centro di Padova e di ottenere i vaccini indispensabili si coordinino al fine di garantire il trasporto in modo assistito di Serena Loatelli presso una delle strutture sanitarie europee dotate dei necessari vaccini per una cura adeguata fino alla completa guarigione.
Non c’è tempo da perdere. C’è da salvare una giovane vita.

Giorgio Gabanizza, Paolo Ferrari, Marco de Pasquale, Maria Giovanna Sandri
di Sinistra Italiana di Verona

Tags: ,