Banche, Berti (M5S): «governo ha ignorato offerta estera»

«Le banche venete non possono essere cedute e salvate da qualcuno esterno alla cerchia degli amici, altrimenti uscirebbe tutto». Parole di Jacopo Berti, capogruppo M5S in Consiglio regionale. «Dentro le venete c’è una montagna di letame – afferma Berti -, non ci sono solo debiti per miliardi ancora nascosti, ma legami ed intrecci indicibili tra persone e gruppi di interesse che non devono emergere. Il 30 maggio era arrivata l’offerta dall’estero per salvare le venete e nessuno ha risposto. Perché? Perché un ingresso esterno avrebbe fatto pulizia». Come si legge a pagina 6 del Mattino, Berti cita l’agenzia Reuters.

«La proposta di salvataggio è stata avanzata il 30 maggio dai fondi Sound Point Capital, Cerberus, Attestor e Varde con l’aiuto di Deutsche Bank come adviser finanziario. Il consorzio guidato dal fondo hedge Usa Sound Point Capital, che annovera tra i partner l’ex presidente di Goldman Sachs Stephen Friedman, ha offerto inizialmente una iniezione complessiva di 1,6 miliardi di euro di capitale». Ancora: «La proposta prevedeva la sottoscrizione riservata di circa 1,3 miliardi in bond tier1 e tier 2 di nuova emissione e altri 300 milioni in azioni. L’offerta è stata brevemente discussa con il Tesoro a inizio giugno ma i fondi non hanno mai ricevuto una risposta formale»