BpVi e Vb, il decreto: 17 miliardi dallo Stato a Intesa

Per il piano di salvataggio di Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca, lo Stato metterà sul piatto di Intesa 17 miliardi dei 20 stanziati a dicembre con il decreto “salva-risparmio”. Come scrive Eleonora Vallin sul Mattino a pagina 14, ieri è stato approvato il decreto per la liquidazione coatta amministrativa dei due istituti con acquisto da parte di Intesa. L’accordo, approvato a stretto giro anche dalla Dg Comp, prevede inoltre «al fine di massimizzare il valore dei crediti deteriorati e di altri attivi non ceduti» di cederli alla società per la Gestione di Attività Spa, il cui capitale è interamente posseduto dal ministero.

5 miliardi e 185 milioni saranno subito stanziati: di questi 4 miliardi e 785 milioni saranno destinati alla gestione della ristrutturazione delle banche in liquidazione. A questa cifra, si aggiungono 400 milioni (fairvalue) delle garanzie prestate dallo stato per un ammontare di 12 miliardi di euro. Anche i 400 milioni del “fairvalue” saranno stanziati subito e andranno a copertura dei rischi eventuali sui crediti.  Come scrive Vallin si tratta di «6,3 miliardi su possibili retrocessioni di crediti che non risultino oggi in bonis (capitolo bad bank, per capirci) e fino a 4 miliardi di garanzia per crediti in bonis ma già riconosciuti ad alto rischio. Crediti che Intesa si porta “in casa” ma potrà ritrasferirli alla bad bank entro 3 anni». «Il salvataggio si è reso necessario per evitare i rischi evidenti di un fallimento disordinato» ha detto ieri il premier Paolo Gentiloni. «Non c’erano alternative migliori ai fini della stabilità di famiglie, lavoratori, economia e sostegno del territorio – ha aggiunto il ministro dell’Economia Carlo Padoan -. L‘alternativa era lo spezzatino che avrebbe distrutto le banche».