Salva-banche, sindacati: «no della Lega è pazzia»

I sindacati dei bancari insorgono contro la Lega che minaccia di far saltare in aula a Montecitorio la conversione in legge del decreto “salva-banche” che comprende le misure di salvataggio per Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Come scrivono Marco Bonet e Monica Zicchiero sul Corriere del Veneto a pagina 3, anche il governatore della Regione, Luca Zaia, ha espresso appoggio alle posizioni di Matteo Salvini criticando il dietrofront sul vecchio piano di ricapitalizzazione pubblico-privata e fusione dei due istituti.

«Questi della Lega sono dei pazzi scatenati –  tuona Giuseppe Algeri, Fabi -. La trovata di Zaia e Salvini è al tempo stesso divertente e tragica, non si rendono conto di quello che potrebbero generare». «I lavoratori si troverebbero senza rapporto di lavoro con Intesa e col vecchio datore di lavoro commissariato: 11.600 famiglie sul lastrico  aggiunge Massimiliano Paglini, First Cisl (in foto) – Lanciamo un appello alle forze politiche: auspichiamo responsabilità perché rivedere questo progetto è pericolosissimo». «Se la Lega pensa di inseguire i mal di pancia usando il suo no per far bocciare il decreto, si deve assumere la responsabilità del disastro che ne conseguirebbe – avverte Agostino Megale, segretario della Fisac Cgil – Il decreto va assolutamente approvato, altrimenti si produrrebbero effetti disastrosi: non sono saltano 11.600 posti di lavoro ma nella procedura di risoluzione sono correntisti e azionisti che pagano».