Banche venete, Casa Consumatore: «decreto indegno»

«Non possiamo che rimanere basiti di fronte ad una soluzione che non risolve alcuno dei problemi attualmente sul tappeto ma che azzera invece il valore della azioni». Inizia così la nota di Elena Bertorelli (in foto), delegata nazionale della Casa del Consumatore, sul decreto salva-banche venete. «L’acquisizione ad 1 euro della sola parte “buona” dei due istituti ha il sapore della beffa per le decine di migliaia di risparmiatori azzerati e si limita a nascondere le passività e le responsabilità sotto la coperta di una “bad bank” il cui costo ricadrà, in definitiva, sulla collettività nazionale». Bertorelli sottolinea che il testo del decreto esclude dalla cessione “i debiti delle Banche nei confronti dei propri azionisti e obbligazionisti subordinati derivanti dalle operazioni di commercializzazione di azioni o obbligazioni subordinate delle Banche o dalle violazioni della normativa sulla prestazione dei servizi di investimento riferite alle medesime azioni o obbligazioni subordinate, ivi compresi i debiti in detti ambiti verso i soggetti destinatari di offerte di transazione presentate dalle banche stesse e le controversie relative ad atti o fatti occorsi prima della cessione, sorte successivamente ad essa, e le relative passività”. Vengono quindi tutelati «i dipendenti, gli obbligazionisti senior, forse i subordinati, ma sembra che si siano, per l’ennesima volta, dimenticati i risparmiatori in possesso delle quote delle due ex cooperative che dovranno vedersela con la bad bank, unico soggetto che nascerà sulle ceneri di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca».

La stessa associazione nazionale dei consumatori «vede il proprio lavoro svilito dato che sembra basti un tratto di penna per stralciare e sospendere i diritti dei Cittadini ed i doveri delle controparti facendo falò del codice civile». Per Bertorelli, «tale “soluzione” risulta degradante per la magistratura e le Forze dell’Ordine che, dopo oltre due anni di intensa attività d’ indagine, vedono sfumare il loro lavoro in una nebbia indistinta» e «annichilisce le speranze dei risparmiatori, sia gli attuali truffati che i futuri, posto che ciò annullerebbe ogni speranza di ristoro». Un precedente che «metterebbe a rischio ogni tipo di tutela del risparmio e di rapporto contrattuale. Casa del Consumatore chiederà a gran voce la previsione di un fondo di garanzia per i risparmiatori azzerati, non “azionisti” come si continua a ripetere in modo martellante, ma risparmiatori che hanno accantonato i loro risparmi in quote di società cooperativa vendute come prodotto sicuro e privo di rischi in cui tenere i propri risparmi» e oggi defraudati. «Ci attiveremo quindi in ogni sede istituzionale e giurisdizionale italiana, europea ed internazionale per scongiurare ed opporci ad una “soluzione” di questo tipo, che riteniamo assolutamente incostituzionale ed indegna di un ordinamento di un Paese sviluppato quale riteniamo sia il nostro. In attesa di conoscere quali saranno gli effettivi atti normativi che andranno ad implementare questa ecatombe confidiamo, infine, che il Parlamento italiano non avvalli una “soluzione” di macelleria sociale e un inconcepibile atto di arbitrio, lesivo di ogni legittimità costituzionale ma inserisca almeno il fondo di garanzia per i risparmiatori azzerati».