Tagli personale BpVi e Vb, Intesa: «solo uscite volontarie»

Ieri si è tenuto il primo incontro dopo l’acquisto di BpVi e Veneto Banca tra sindacati e vertici di Intesa Sanpaolo. Come scrive Cristina Casadei sul Sole 24 Ore di oggi a pagina 12, sul tavolo c’era in particolare la patata bollente dei tagli chiesti dalla vigilanza europea, ossia la riduzione degli organici di circa 3.900 unità e la chiusura di circa 600 filiali entro il 30 giugno del 2019. La riduzione degli organici, spiega Intesa sarà «realizzata con uscite volontarie che riguarderanno prioritariamente le Banche venete» e «dovrà essere condiviso un percorso che definisca nel tempo – una volta anche confermata la cornice legislativa – strumenti e/o soluzioni per gestire l’integrazione informatica e delle strutture di governance e il posizionamento competitivo della rete commerciale».

Le uscite avverranno anche da Intesa Sanpaolo per via del bacino troppo ridotto di prepensionamenti nelle banche venete (circa mille unità). In Intesa invece le persone che hanno i requisiti per andare in esodo, attraverso il Fondo di Solidarietà a 7 anni, sono oltre 8mila. Concordi i sindacati: «la soluzione proposta da Intesa Sanpaolo è la migliore sul campo perché mette in sicurezza i posti di lavoro e salvaguarda quanto più possibile i risparmi di famiglie e imprese», commenta Roberto Aschiero, coordinatore Fabi Intesa Sanpaolo. «Accogliamo con favore l’operazione perché consente una prospettiva a 11mila famiglie», chiosa Mauro Incletolli, segretario nazionale della First Cisl.