«Spaccio a Mestre, decreto Minniti inefficace o colpa di Brugnaro?»

Il deputato miranese del M5s Emanuele Cozzolino e la consigliere del comune di Venezia Sara Visman intervengono sulla questione dello spaccio a Mestre e la guerra per il monopolio del mercato della droga intervengono interrogando rispettivamente il ministro dell’interno Minniti e il sindaco di Venezia Brugnaro. Cozzolino, vista la «grave e pericolosa situazione in cui versa Mestre», chiede «quali azioni stiano attuando le forze dell’ordine» per risolvere questa esplosione di degrado, anche alla luce del decreto Minniti. «Considerando che il recente decreto per la sicurezza urbana assegnava ai sindaci maggiori poteri e misure specifiche per affrontare situazioni tipo quella di Mestre, il fatto che la situazione non stia migliorando forse significa qualcosa. Fra le varie misure del recente decreto ve ne sono di specifiche contro la spaccio di stupefacenti. Queste misure stanno funzionando? A Mestre non sembra. Due sono dunque le cose, o le misure non sono sufficienti o chi le dovrebbe applicare non è in grado di farlo. Già nel 2014 il m5s – continua il parlamentare – presentò una interrogazione a prima firma del collega Marco Da Villa all’allora ministro dell’interno Alfano rendendo nota la crescente spirale di criminalità e degrado e proponendo specifiche soluzioni. Da allora ancora stiamo attendendo risposta».

Sulla stessa linea la consigliere Visman: «vorremmo tanto essere informati dal sindaco sugli effetti che il decreto Minniti ha avuto in città. Ricordiamo come il personale del nucleo di polizia giudiziaria sia intervenuto più volte nella zona della stazione di Mestre effettuando arresti proprio di spacciatori nigeriani. Il problema però sta nella prevenzione di tali reati che il decreto Minniti avrebbe voluto facilitare attraverso azioni di contrasto al radicamento di questi gruppi di delinquenti nel nome della sicurezza urbana. Invece, ci ritroviamo in piena emergenza e la decisione del questore di spostare stabilmente le pattuglie di polizia di Marghera alla stazione di Mestre, lasciando incustodito un territorio già di per se problematico, palesa la carenza di organico sulla quale il sindaco Brugnaro non pare essere adeguatamente di pungolo nello stimolare l’intervento dello Stato e cercando invece il fai da te. Ritengo poi – conclude Visman – che il flop del concorso per l’assunzione stagionale di giovani prestanti vigili da rincorsa, dimostri chiaramente che da sola, la Polizia Municipale, non può essere la panacea di ogni male e che il “ghe pensi mi” non sempre funziona ma ci sia bisogno di un coordinamento e di una definizione chiara dei compiti tra le diverse forze di Polizia presenti sul territorio».