Baretta: «distinguere fra vere vittime e chi speculava»

Pier Paolo Baretta (in foto), sottosegretario ad Economia e Finanza, nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere del Veneto di oggi a pagina 11, risponde in merito ai migliaia di possessori di titoli di BpVi e Vb che non hanno accolto negli scorsi mesi l’offerta di transazione (Opt) al 15% . Questi ultimi, dopo l’estinzione delle due banche a seguito dell’intervento del Governo e di Intesa San Paolo, si trovano privi dell’iter giudiziario sul quale contavano per rientrare di una quota maggiore di quanto avessero perso. Alla domanda se, per chi si era affidato a una causa civile, questa opzione sia del tutto svanita, Baretta risponde: «su questo non c’è dubbio ed è impensabile che possa esistere una via legislativa per riaprire la strada».

«Ogni soggetto che ritenga di avanzare soldi, purché lo dimostri, – ha aggiunto il sottosegretario – ha diritto di insinuarsi al passivo della ditta fallita e di ottenere una riparazione nei limiti del patrimonio che si può spartire fra tutti». «Qualunque intervento particolare – continua Baretta – non può prescindere da una distinzione chiara fra chi sia stato danneggiato da una vendita abusiva, come la vecchietta novantenne che acquisti titoli a lungo termine, e chi invece abbia gli strumenti culturali per capire su cosa stava investendo. Non è accettabile la protesta, ad esempio, di un azionista che sia commercialista». Alla domanda su a chi dovrebbe essere affidata una selezione del genere, il sottosegretario Baretta ha risposto: «ad una commissione indipendente che di certo non contenga esponenti delle banche e delle associazioni dei consumatori. Penso a delegati della Chiesa, della Prefettura, dei Comuni, di istituzioni di alto profilo e delle Università».