Risparmiatori BpVi e Vb, la Costituzione è con voi. Ma è stata tradita

Ai nuovi borghesi-proletari veneti, messi gli uni contro gli altri, non resta che la resistenza (che non è fare la rivoluzione)

Accertata l’intesa sulle banche venete tra governo italiano e Commissione Ue, venerdì sera assieme all’amica Paola De Pin e altri amici di Riscossa Italia ero in Piazza dei Signori a Vicenza a portare la mia solidarietà ai risparmiatori che hanno appena ricevuto la “supposta Intesa”. Sono passati più di quarant’anni dal mio ultimo corteo di protesta contro il governo in carica: al riaffiorare di giovanili ricordi, favoriti anche dall’inopportuno scravason, si è sovrapposta la constatazione che vecchie parole sono diventate esplicative delle nuove categorie.

Venerdì a Vicenza hanno manifestato i nuovi proletari-borghesi della classe media. Diciott’anni di Unione Monetaria possono essere descritti in un confronto temporale tra i due cortei. Quarant’anni fa speranzosi giovanotti manifestavano contro il Governo spinti da ideali di cambiamento e per l’emancipazione del proletariato, oggi, delusi esponenti della media borghesia, di diversa estrazione ideale, manifestano spinti dall’urgenza de vere indrio i schei per non ritornare in un proletariato confinante pericolosamente con l’indigenza.

Dagli ideali agli “schei”, il pensiero ordoliberista ha vinto su tutti i fronti. Il più Europa ha trasformato silenziosamente, in appena un quarto di secolo, quella che era la piccola borghesia benestante nella nuova borghesia proletaria, sottraendole il lavoro e i risparmi “de na vita”, come ha mestamente confidato un derubato a Paola: «Na vita in fonderia e i me gà portà via tutto, me resta solo i segni de brusà sui déi dei pìe».

L’economista Claudio Borghi in un intervista al The Telegraph (Traduz: vocidallestero.it) osserva che il 37% di crediti inesigibili sono una cifra troppo alta per essere imputata completamente a dirigenti disonesti, la crisi economica che ha colpito il Veneto è figlia delle norme europee, monetarie in primis. A meno che non si voglia credere alla favola dei veneti pigri e fannulloni. Il capolavoro di questa Europa è quello di aver messo gli uni contro gli altri contribuenti e risparmiatori, con questi ultimi che pagano due volte, come contribuenti e come risparmiatori.

Ai nuovi proletari non resta che la resistenza, costituzionalmente riconosciuta dai lavori preparatori dell’art. 54 (quello che prevede che i funzionari pubblici devono adempiere il loro dovere con disciplina e onore). I costituenti Dossetti e Cevolotto proposero che fosse inserito il seguente comma: “Quando i pubblici poteri violino le libertà fondamentali ed i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all’oppressione è diritto e dovere del cittadino“. Alla fine l’Assemblea non approvò il comma per non sancire un principio rivoluzionario, uno dei motivi per cui il concetto di resistenza non è stato inserito nella carta costituzionale è la possibile confusione tra il concetto di resistenza e quello di rivoluzione.

Invece tra i due termini c’è una profonda differenza:
– la rivoluzione tende al rovesciamento del regime politico;
– la resistenza mira alla conservazione del regime politico (purché sia, naturalmente, democratico) e quindi è uno strumento di garanzia per la sua esistenza.

Nonostante la sua non inclusione, secondo l’on. Costantino Mortati i lavori parlamentari autorizzavano a parlare, nel dibattito costitutente, del diritto di resistenza. Mortati, eminente costituzionalista, nella sua dichiarazione di voto sul 2°comma dell’ art 50 del Progetto di Costituzione (poi diventato art. 54), afferma: “La resistenza trae titolo di legittimazione dal principio della sovranità popolare perché questa, basata com’è sull’adesione attiva dei cittadini ai valori consacrati nella Costituzione, non può non abilitare quanti siano più sensibili a essi ad assumere la funzione di una loro difesa e reintegrazione quando ciò si palesi necessario per l’insufficienza e la carenza degli organi ad essa preposti”.

Sino a quando non ci sarà coscienza che le reali cause di questo esproprio trovano fondamento nelle norme europee anticostituzionali, non è escluso che queste situazioni non si ripetano. Non fatevi illusioni cari neo proletari borghesi: in questa resistenza siete soli, non potete contare sugli infastiditi spettatori del corteo, dalla vostra parte avete la vostra Costituzione, tradita da chi non esercita la propria funzione «con disciplina e onore».