Stanghella (Pd), pensionata: «casa mia assediata da profughi»

«Non sono razzista e non posso nemmeno dire che questi ragazzi siano maleducati: semplicemente hanno uno stile di vita troppo diverso dal nostro ed è ingiusto che, a 74 anni e con un affitto da versare ogni mese nonostante una pensione minima, sia io a dovermi adattare». Così in un articolo di Nicola Cesaro a pagina 18 del Mattino di oggi, la signora Angela Gallo, residente da 7 anni in un appartamento vicino al centro di Stanghella in cui due settimane fa la cooperativa Eleison ha sistemato 6 richiedenti asilo nigeriani. «Il condominio è diventato invivibile – racconta l’anziana -. Mi sembra un incubo ma purtroppo è realtà. Cucinano ai fornelli a tutte le ore senza arieggiare i locali, provocando odori nauseabondi (…) Ogni loro movimento è un rumore molesto, perché non hanno alcuna accortezza (…) si alzano alle 5.30, parlano fino alle 8 e ritorno a letto, poi alle 11 cominciano a cucinare. La sera restano svegli fino a tardi e fanno una confusione inaccettabile».

«È veramente difficile spiegare loro che non si può continuare così, anche perché ogni volta che provo a dialogare con loro mi rispondono “english english” e non si riesce a comunicare», continua. La pensionata si lamenta anche della scarsa igiene degli androni e del cortile della palazzina e del fatto che ora gli altri inquilini italiani sono stati costretti a lasciare il condominio per via dei disagi: «rischio di diventare l’unica italiana in mezzo a così tanti stranieri – conclude la signora Gallo – Ho detto al sindaco che sono pronta a fare lo sciopero della fame o a incatenarmi davanti al municipio. Avrò o no diritto a vivere la mia vecchiaia in tranquillità, senza incubi notturni e ansie quotidiane?».

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