Vicenza, Ceola: «così risano Campo Marzo»

«Vorrei che Campo Marzo diventasse appendice del centro storico. Vorrei che questa area attorno a viale Verdi tornasse ad essere patrimonio dei vicentini, ma anche biglietto da visita della città per i turisti italiani e stranieri. Oggi questo splendido spazio è ridotto a luogo di degrado. Poco invitante di giorno e impraticabile di sera. È stato l’isolamento di viale Verdi a provocare l’abbandono di Campo Marzo. Ma nessuno interviene per fermare questa deriva. Chi dovrebbe farlo se n’è dimenticato». Così, in un articolo di Franco Pepe sul Giornale di Vicenza di oggi a pagina 6, lo storico imprenditore edile vicentino, Galliano Ceola, 88 anni,interviene sul rilancio del parco cittadino.

Ceola ha contribuito a costruire edifici in tutta Vicenza durante il boom economico tra gli anni sessanta e settanta: «vorrei riprendere il progetto presentato nel 1966 al Comune, concepito da me e firmato dall’ingegnere Francesco Guiotto – spiega l’imprenditore immaginando una Vicenza-Expo – costruirei una serie di padiglioni alti 6 metri e 50 in cui far ammirare la manifattura artigianale del nostro territorio. Verde e alberi rimarrebbero gli stessi. Massima tutela. Poi arricchirei gli spazi con una fontana alta 12 metri dagli zampilli colorati, e amplierei viale Verdi per ricavare un suggestivo percorso-passeggiata a uso di vicentini e turisti. La zona verrebbe risanata, tornerebbe a vivere, e il richiamo, come ambiente, immagine, vetrina, sarebbe notevole. Anzi l’influenza benefica ricadrebbe pure su piazzale Bologna, su via Milano e via Torino». «Se il Comune mi dà il consenso preparo l’esecutivo. Finanzio e pago tutto io – conclude Ceola -. Offro questa opera alla città come mia eredità morale, ma anche perché serva come fonte di ispirazione e insegnamento per le nuove generazioni».

(ph: comune.vicenza.it)

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