«Vicenza, basi Usa: dove sono documenti degli interventi?»

Pubblichiamo una nota del Consigliere Comunale M5S di Vicenza, Daniele Ferrarin.

La “ferita” della presenza militare straniera in città non può essere facilmente rimarginata se non con la dismissione dei due siti interessati. Trattati internazionali ormai obsoleti non rispondono più ai criteri di ricerca di pace e di fratellanza tra i popoli e permangono in violazione dei dettati Costituzionali e i principi sanciti dallo Statuto del Comune di Vicenza.

La Giunta Variati- Bulgarini è “inerte” di fronte alla sempre più pressante domanda di pace che proviene da molti ambiti della società civile non solo vicentina. Società civile che il vicesindaco giudica poco “numerosa” ma rumorosa.

Mai simile rumore è così gradito da chi è impegnato nel fronte ampio dei diritti civili, per la pace e l’integrazione trai i popoli. Il Movimento Cinque Stelle di Vicenza in coerenza con la presenza nelle lotte contro le servitù militari in Sardegna e Sicilia ribadisce la sua contrarietà alla presenza dei siti militari stranieri in città e in Italia.

La notizia che gli apparati militari americani stiano predisponendo una serie di interventi di carattere logistico che prevedono la costruzione di nuove strade e di nuovi immobili all’interno delle richiamate servitù non può altro che destare preoccupazione e contrarietà.

La recente presenza del presidente del consiglio comunale dott. Formisano alla cerimonia dello scambio di consegna tra gerarchie militari statunitensi è la prova della scelta di campo dell’amministrazione comunale. Il tempo passa cambiano le valutazioni su singoli argomenti, ma non possono cambiare i valori fondanti della comunità vicentina.

Premesso che:
• la stampa locale nei giorni scorsi ha dato ampio risalto alla notizia di importanti investimenti ​su strutture logistiche delle basi americane Dal Din e caserma Ederle;
• vengono evidenziati in particolare interventi su strade, riconversione delle vecchie officine e ​un importante ampliamento del così detto “Villaggio della Pace”;
• si tratta di interventi nel territorio italiano e ricadenti nella giurisdizione del Comune di ​Vicenza;
• l’amministrazione comunale non ha mai svolto nessuna azione politica per rimuovere i ​privilegi extra territoriali di cui gode l’esercito americano in terra vicentina;
• l’appartenenza del Comune di Vicenza ai Beni Patrimonio dell’Umanità (UNESCO) dovrebbe ​rimuovere la libertà di azione dell’amministrazione straniera nella gestione dei siti richiamati in ​premessa;
• le recenti attività ispettive effettuate dagli organismi dell’Unesco hanno evidenziato delle ​criticità, in particolare di tipo paesaggistico nella nostra città in riferimento proprio alle basi ​straniere, e le ipotesi di intervento sopra riportate potrebbero aggravare la situazione già ​compromessa;

chiede

1. se l’amministrazione comunale sia in possesso della documentazione relativa ai prospettati interventi, citati in premessa, di ampliamento dei servizi ed edilizi nei siti indicati, e in caso negativo se intenda richiederli all’amministrazione americana per una valutazione di compatibilità con le direttive recentemente ricevute dall’Unesco;

2. se si ritenga necessario praticare tutte le iniziative politiche con le istituzioni preposte per riportare nei siti di “servitù militare” , ove non ci fossero, le competenze del Comune di Vicenza, in materia di autorizzazioni, comprese le pratiche manutentive ed edificatorie e ogni altra attività in rispetto dei regolamenti comunali vigenti.

Ferrarin Daniele
Portavoce Consigliere Comunale M5S Vicenza

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