Zamparini, poi hai fatto causa alla BpVi?

Progetto turistico a Grado, il presidente del Palermo aveva annunciato: «porto in tribunale la banca per induzione a finanziamento e acquisto azioni»

Maurizio Zamparini è noto non solo per essere il presidente di società calcistiche, ma soprattutto per le sue partecipazioni a dibattiti televisivi piuttosto, diciamo, turbolente. Qui interessa, però, il suo rapporto con la Banca Popolare di Vicenza. Nel gennaio scorso, il direttore del tg di La7 Enrico Mentana informava di una lista di debitori di peso dell’istituto bancario vicentino. Tra questi lo  Zamparini con più di 50 milioni di euro. La notizia gira rapidamente e molti giornalisti interpellano il suddetto per sapere come stiano esattamente le cose. Lui protesta e strepita che la parte lesa è lui e non la Popolare e che lo dimostrerà.

Sembrerebbe che le cose fossero andate così: Zamparini possiede la Monte Mare Grado srl e una decina di anni fa la BpVi finanziò l’acquisizione di un terreno edificabile appunto a Grado per 1,35 milioni di metri quadri. Il finanziamento era garantito da ipoteca sul terreno stesso. La banca, secondo Zamparini, si offrì pure di sostenere tutto il progetto turistico del valore di 500 milioni. La prima considerazione che viene facile, se quanto dichiarato è corretto, è come la Popolare fosse diventata un qualche cosa di diverso da quello che dovrebbe essere un istituto di credito classico. Aggiunge il presidente del Palermo che, contemporaneamente. la BpVi gli proponeva di comprare azioni della banca che avrebbero reso circa il 7% annuo. A titolo personale ne comprò per 6 milioni di euro. Tutti sanno come finì il valore delle azioni. Il nostro dice di avere fatto causa alla BpVi per «induzione al finanziamento del progetto e induzione all’acquisto di azioni». E’ stata fatta o solo annunciata? Sarebbe interessante saperlo.

La cosa sicura è che il progetto si è arenato, che Zamparini continua a pagare Ici e Imu sul terreno inutilizzato, con notevole esborso di denaro. Il Sole 24 Ore del febbraio scorso riportava che l’imprenditore doveva al fisco italiano la somma di 99 milioni (54 milioni di imposte e 45 milioni tra sanzioni ed interessi). Pure i bilanci del Palermo Calcio sono critici e lo diventeranno ancor più se la squadra dovesse retrocedere in B. Non è questo l’unico caso di un imprenditore che per anni era sugli scudi della stampa e piccolo schermo e che ora naviga in acque tribolate. Rimane sempre la domanda di cosa volesse fare la BpVi con quell’operazione a Grado, perché sembra sicuro che quanto detto da Zamparini sulla disponibilità della nostra banca a finanziare l’intera operazione non sia una fanfaluca. Da solo, lui non ce l’avrebbe fatta a gestire una tale operazione. Quanti misteri ci regala, la nostra cara Banca Popolare di Vicenza…

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