Bettin, lo scandalo c’è: Giordani se ne frega della meritocrazia

Il portavoce del neo-sindaco di Padova si difende. Ma non mette in conto che il predecessore bitonciano svolgeva un doppio ruolo. E quanto meno era un giornalista

Massimo Bettin non lo vede, lo scandalo. Dunque, lui avrà il ruolo di portavoce del nuovo sindaco di Padova, Sergio Giordani, a 82.500 euro all’anno, che tolti gli oneri fanno 5 mila euro lordi al mese, cioè poco più di 3 mila euri netti. Sostiene Bettin: «L’entità del mio stipendio è perfettamente in linea con quella di chi ha svolto il mio stesso compito con i sindaci precedenti». Il suo diretto predecessore con l’ex sindaco leghista Massimo Bitonci, il giornalista Carlo Melina, percepiva 86 mila euro annui (scrive Luca Preziusi sul Mattino di ieri), ovvero incassava 65.700 euro (scriveva sempre Luca Preziusi sul Mattino del 21 giugno 2014), poco più di 5 mila euro lordi al mese e 3400 netti. Quindi ha ragione Bettin?

No, perchè come ha detto l’ex capogruppo Pd (cioè del suo stesso partito), Umberto Zampieri, «non trova nessuna giustificazione, soprattutto sul piano dei titoli di studio e del curriculum, pressoché inesistenti. Uno schiaffo ai tanti giovani che cercano lavoro». Se si confrontano le biografie professionali di Bettin e Melina, da una parte abbiamo un dirigente politico, già responsabile regionale delle politiche giovanili della Cgil, consigliere comunale dei Dem nella passata consiliatura e appunto segretario provinciale del partito fino a quindici giorni quando, provvidenzialmente, si è dimesso; dall’altra avevamo un giornalista che ha lavorato in Rai, a Telenorba e a Mediaset in vari programmi televisivi, e che assunse il doppio ruolo di portavoce e capufficio stampa dopo aver guidato la campagna elettorale di Bitonci nel 2014. Bettin, invece, coprirà solo l’incarico di portavoce. Con quali competenze sul piano giornalistico, sarebbe opportuno che il sindaco Giordani lo spiegasse scendendo nei particolari.

Il punto sta nel famoso e famigerato “merito”. Quello politico, per carità, in Bettin c’è tutto: è stato lui uno degli artefici della caduta di Bitonci, ed è lui la mente politica che sta dietro il nuovo sindaco totalmente digiuno dell’ambiente di palazzo, delle sue insidie e delle arti, maggiori e minori, necessarie ad amministrare il consenso ancor prima della macchina comunale. Ma il merito tecnico di comunicatore professionista, dove sarebbe, di grazia? Non ce la stiamo prendendo tanto con il politico di professione già di sinistra cigiellina ora renziano, ex pupillo del fu sindaco Flavio Zanonato (che ironizza sul web, e ci sta): cuore a sinistra e portafogli a destra, niente di nuovo sotto il sole. Ognuno, in questo mondo infame, pensa anzitutto a sè. E’ il non aver valutato da parte dell’improvvido Giordani che esistono anche professionisti della comunicazione, è questo che può leggermente far andare in bestia tutti i disoccupati e semi-occupati che si fanno il mazzo ad accumulare, spesso con paghe da fame e contratti simbolici, quella professionalità che a Palazzo Moroni viene bellamente ignorata. E siccome stiamo parlando di denaro pubblico, permettete che la faccenda faccia irritare anche un po’ i cittadini tutti, che con la tasse pagano gli stipendi ai contrattualizzati pubblici. Avanti compagni (a proposito: vicesindaco Lorenzoni e Coalizione Civica, nulla da dichiarare?), Padova è tornata rossa. Di vergogna.

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