Vicenza, la denuncia: «spaccio sotto casa, la polizia: “non si intrometta”»

Pubblichiamo la lettera di un cittadino di Vicenza, inviata al sindaco Achille Variati, che denuncia un fatto legato alla mancanza di sicurezza nel capoluogo berico.

Egregio Sindaco Achille Variati,
Le scrivo per denunciare l’ennesimo episodio di malvivenza cui io e mia moglie (e purtroppo anche mia figlia) abbiamo assistito ieri, 30 luglio 2017, proprio sotto casa nostra in una zona vicina al Park Cattaneo.

Verso le 20.00 fuori dal cancello di casa, un uomo sui 30 anni, un immigrato di colore, vendeva droga a due ragazzini arrivati in scooter due minuti prima. Evidentemente con appuntamento, dato che abbiamo chiaramente sentito il ragazzino al cellulare che chiamava per confermare il luogo e l’ora. Due ragazzini nemmeno maggiorenni, a giudicare dall’aspetto.

Dopo che il “commerciante” si era allontanato (realisticamente dopo la conclusione dell’affare), ho rivolto due paroline ai ragazzini, dicendo loro di non farsi più vedere in giro a fare acquisti davanti casa mia. Al che uno mi ha risposto «andrò a comprare da un’altra parte!».

Mi son sentito in dovere di chiamare la Polizia per denunciare l’accaduto e sperare in qualche controllo e mi son sentito dire «siamo in 4 non possiamo controllare tutta la città». Ah no? Quindi di fatto ci arrendiamo? Mi è stato detto «non si intrometta e non parli con quella gente». O qualcosa del genere. E cosa dovremmo fare allora? Non possiamo nemmeno lamentarci? Difendere almeno a parole la dignità dei nostri quartieri? Difendere i nostri figli costretti ad assistere allo smercio di droga? Che rabbia e che tristezza.

Io capisco la preoccupazione dell’agente per la mia sicurezza, ma in primis dovrebbe preoccuparsi di recarsi sul luogo, raccogliere la testimonianza e magari fare qualche controllo. Nei dintorni fatalità sono ospitati alcuni migranti e il luogo dell’appuntamento non credo fosse casuale. Veramente il primo cittadino non può fare nulla? Veramente non si possono mettere queste persone alle strette? Veramente dobbiamo cedere la nostra città a bande di incivili che si contendono il territorio a coltellate e biciclettate in pieno giorno? Gentaglia che non dovrebbe nemmeno stare nel nostro Paese e che, per giunta e come ulteriore beffa, sono ospitate a spese nostre?

Non so nemmeno se aggiungere altro. E’ facile trarne le conseguenze. Siccome siamo in una situazione ormai aggravatasi in maniera quasi irreparabile, le soluzioni non possono che essere di natura straordinaria. Io credo che la politica del compromesso e della normalizzazione, anche a livello locale, sia fallita. A tutti i livelli, locale e nazionale, è necessaria un’azione ferma e decisa per ristabilire l’ordine e la legalità, il rispetto e anzi il timore nei confronti delle regole e del buon costume di chi ospita questa gente. Ci vuole coraggio.

Credo che tutte le istituzioni debbano fare qualcosa, a partire dal proprio livello di competenza. Anche Lei signor sindaco deve intervenire SUBITO con tutti i mezzi possibili per riportare un minimo di decoro in questa città. E per cortesia smettiamola con la scusa: non ci sono le leggi, non abbiamo risorse. Le possibilità, a partire da una stretta sui controlli, ci sono eccome. Se un comune può multare i cittadini per aver messo una ruota fuori posto sulle strisce blu, forse può anche trovare il modo di intervenire sul degrado cittadino ormai reso insopportabile dall’afflusso incontrollato di migranti.

Massimiliano Leone