Referendum, Trenitalia: «no a pubblicità su carrozze»

«Ospitare spazi pubblicitari di natura politica contrasta con il nostro codice etico». Questo il messaggio di Trenitalia alla Regione – riportato da Filippo Tosatto a pagina 11 del Mattino – nell’ambito della campagna referendaria. Piccata la risposta della maggioranza: «Invece di fare i primi di classe, pensino alla qualità dei treni, sporchi e in ritardo», ha dichiarato Sergio Berlato di Fratelli d’Italia in commissione Affari Istituzionali (in foto), che ha approvato le modifiche al Piano di comunicazione da 1,2 milioni di euro. Via libera alle pubblicità sugli aerei, che si aggiunge a quella su giornali, emittenti radiotelevisive, web, sale cinematografiche ed estesa ai banner della corrispondenza di Palazzo Balbi (carta intestata, mail, newsletter) e ai siti delle Ulss.

Contrari al Piano Pd e M5s. «Di questo passo – attacca il consigliere dem Stefano Fracasso – ci ritroveremo il “promemoria” anche nel referto degli esami del sangue. È una bulimia comunicativa che evidenzia la paura della sconfitta mentre si dovrebbe affrontare a viso aperto la competizione». Il presidente della Commissione, Marino Finozzi, ha precisato che «queste risorse non sono destinate alla propaganda del Sì o del No ma ad informare correttamente i veneti circa i contenuti di una consultazione decisiva per il futuro della nostra comunità, è un dovere istituzionali al quale non possiamo sottrarci e trovo bizzarre le obiezioni circolate a fronte di un evento unico nella storia della nostra regione».

(Ph. Arv)

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