Palazzo Moroni, la piccola Casa Bianca di Padova

Giordani, Lorenzoni &C: cronache semiserie di mezza estate. Eppure vere, verissime

Il direttore mi ha chiesto un pezzo leggero, per sdrammatizzare le vicende dell’amministrazione patavina e un po’, anche, dimostrare che questa testata non è prevenuta nei confronti di quell’istituzione. Obbedisco volentieri, anche perché Giordani non è Bitonci, e Bettin non è Saia, tanto per richiamare gli uomini “forti” della passata giunta.

Per di più, è notizia di ieri del Mattino di Padova, quella guidata da Giordani vanta da ieri due primati: un maggior numero di “persone di fiducia” del vertice politico d’età bitonciana, ma a un costo complessivamente inferiore di ben 30.000 euro annui. Beh, è già qualcosa: non ho difficoltà a riconoscerlo. Uno degli ingaggi di ieri ha riguardato la segretaria del vicesindaco, che – probabilmente per evitarsi nuovi periodi silenti – ha chiesto anche un addetto alla gestione dei “suoi” rapporti con i mass media.

Quella della comunicazione (ma non c’era già il portavoce Bettin?) sembra essere una ossessione collettiva. Probabilmente giustificata dai comunicati finora emessi, redatti in un italiano non propriamente corretto, infarcito di gergo politichese quanto incerto nella punteggiatura. Bene, quindi: le cose ora cambieranno. Scommettiamo?

Ho solo una piccola perplessità: no, non quella delle retribuzioni, già che dicono si risparmi… Io capisco che anche Lorenzoni desiderasse avere una segretaria di sua fiducia, ma non è che qualcuno ha scambiato lo staff di Palazzo Moroni per quello della Casa Bianca? Il che sarebbe un bizzarro effetto collaterale di queste giornate torride. Forse.

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