«Profughi, proteste a Bagnoli: colpa di promesse non mantenute»

«La protesta degli immigrati a Bagnoli? Ecco cosa accade a fare promesse e poi non mantenerle». Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, esprime la propria solidarietà innanzitutto ai sindaci e alle comunità di Bagnoli e Cona che stanno sostenendo le conseguenze di scelte sbagliate e di troppe promesse fatte ora da questo prefetto, ora da un ministro ora dal responsabile del Viminale.

«Era ancora l’aprile del 2016 – commenta Ciambetti – quando l’allora prefetto Cuttaia prometteva che a Cona non ci sarebbero stati più di 540 immigrati: ora siamo a 1.500. Promesse di questo tipo si sono susseguite senza mai produrre frutti concreti: c’è una strategia sbagliata alla base di tutto, scelte politiche scellerate che sono state fatte pagare alle nostre comunità mentre c’è stato chi si è anche arricchito, perché non dobbiamo dimenticare che dietro l’immigrazione c’è tutto un business più o meno morale».

«C’è chi ha scelto la strada della solidarietà come paravento per lucrare profitti facendo ricadere tutti i costi sociali nel territorio. Bagnoli e Cona stanno diventando in Veneto e in Italia simbolo e testimonianza quotidiana di una strategia della disfatta di una linea politica insostenibile».

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