Vendemmia in anticipo, raccolta in calo: un milione di quintali in meno

Ieri Veneto Agricoltura ha diffuso le stime ufficiali sulla produzione vinicola per l’anno in corso, confermando le anticipazioni: la vendemmia 2017 inizierà già la settimana prossima, in anticipo di almeno una decina di giorni, ed è previsto un calo tra il 10 e il 15% della raccolta rispetto all’anno scorso: quasi un milione di quintali in meno. A influire è stato soprattutto il freddo tardivo registrato a fine aprile, ma anche l’ondata di caldo delle ultime settimane, che ha provocato un forte stress termico alle coltivazioni. Tuttavia, come riporta il Corriere del Veneto a pagina 12, il direttore di Veneto Agricoltura Alberto Negro spiega che «rispetto all’estero, dove ci sono cali di produzione anche del 30 o 40%, il Veneto riesce a tenere botta perché ha diverse realtà, dal mare alla collina alla pedemontana. Ha fatto più danni la brinata di aprile che non il caldo degli ultimi tempi. Questo, anzi, sta aiutando la qualità e la gran parte delle produzioni sembrano molto positive».

Secondo le prime stime, la produzione dei bianchi dovrebbe attestarsi sui 9,1 milioni di quintali, contro i 9,7 del 2016, mentre quella dei rossi è stimata in 2,8 milioni di quintali, a fronte dei 3,1 dello scorso anno. «La zona che ha reagito meglio alle difficili condizioni climatiche che, comunque, ormai sembrano non essere più un’eccezione ma piuttosto la norma, è quella del Veneziano, mitigata dai fiumi e dal mare – continua a spiegare Negro -. Quella più colpita invece è il Veronese, che ha subito le maggiori conseguenze del gelo tardivo. In questa zona si registrano cali di produzione anche tra il 30 e il 50%». Per quanto riguarda le altre province, Padova, Rovigo e Belluno stimano una produzione in linea con quella del 2016 sia per le uve a bacca nera che per quelle a bacca bianca e anzi le nuove produzioni faranno salire la resa. Anche le colline vicentine sono in linea con il 2016, mentre il Pinot e lo Chardonnay registrano un calo del 20%, il Merlot del 15% e la Garganega del 10%. Treviso stima una produzione inferiore del 10%, malgrado l’entrata in produzione di nuovi vigneti.