“Suolo vivente”: agricoltura sostenibile, senza aratro

Condividi
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail to someone

Un’agricoltura sostenibile è l’obiettivo del progetto “Suolo vivente“, promosso dall’agronomo vicentino Francesco da Schio, che nelle sue coltivazioni sperimenta da anni questa tecnica. «Le colture intensive – spiega da Schio – fanno un massiccio uso dell’aratro, che nel tempo si è rivelato un boomerang perché distrugge microorganismi, insetti e lombrichi indispensabili per arieggiare il terreno e formare l’humus che non solo rende fertile il suolo ma ne fa da “collante” impedendo che le piogge dilavino la terra verso i corsi d’acqua insieme a diserbanti e concimi chimici». Il conte Da Schio, oggi capofila di “G.O. Suolo Vivente“, gruppo operativo a cui la Regione Veneto ha riconosciuto un finanziamento di 50 mila euro per proseguire la sperimentazione nell’ambito del Psr-Programma di sviluppo rurale 2014/2020, spiega che nei suoi 70 ettari di terreno tra il Vicentino e Villadose nel Polesine «il terreno è sempre coltivato alternando piantagioni a reddito e a copertura, che contribuiscono cioè a fertilizzare il terreno e a controllare le infestazioni».

«L’aratro l’ho venduto e al suo posto ha acquistato una seminatrice da sodo, una macchina che fessura il terreno depositandovi direttamente i semi. Subito il terreno resta duro e si sacrifica il 20-30% del raccolto. Ma oggi la produzione è di nuovo in linea con l’agricoltura tradizionale e lo scopo del progetto è dimostrarne oggettivamente il ritorno economico al di là dei finanziamenti previsti dall’Europa». Come riporta Cinzia Zuccon sul Giornale di Vicenza di ieri, il progetto coinvolge 10 partner: altre tre aziende agricole venete oltre alla capofila di Villadose di da Schio, i dipartimenti Biologia, Tesaf e Dafnae dell’Università di Padova, il Cipat-centro istruzione professionale e assistenza tecnica del Veneto, Butterfly Arc, Confagricoltura Veneto, il Comune di Villadose e Meneghini e Associati. «Il suolo è una risorsa non riproducibile – conclude Da Schio -: un’agricoltura rispettosa di quest’organismo vivente è la sola via per tutelare ambiente e generazioni future».

Tags: , ,

Leggi anche questo