Bitcoin, anche in Veneto si compra con gli schei virtuali

Si moltiplicano i negozi che accettano bitcoin: in Italia le attività che accettano la valuta virtuale sono 456. La Lombardia è prima con 82 negozi di cui 46 a Milano, secondo il Trentino-Alto Adige con 62 esercizi e terzo il Veneto con 55. Su 83 province, Venezia è settima con 13 attività, Verona è ottava con 12, Padova undicesima con 11 e Vicenza quindicesima, con 9 negozi. Tra questi – riporta Cinzia Zuccon sul Giornale di Vicenza a pagina 7 -, c’è Bercotex Diffusion, grande magazzino di abbigliamento, arredo e tessuti di Sossano. «Con i pagamenti in bitcoin le commissioni sono irrisorie rispetto a quelle applicate ai negozianti per transazioni con bancomat o carte di credito – spiega Gianmatteo Bertola -, ma il principale motivo per il quale abbiamo introdotto la possibilità di pagamento con bitcoin è che l’utilizzo sta crescendo in maniera esponenziale: volevamo essere in grado di offrire un nuovo servizio ai clienti». Tra i diversi sistemi, i magazzini Bercotex hanno scelto la piattaforma Tinkl.it dove hanno creato gratuitamente un account completo del codice Iban. «Siamo abilitati a queste transazioni da 3 mesi – precisa Bertola -, nessuno ancora ha acquistato in bitcoin, ma siamo pronti e la procedura non ci è costata nulla».

Al momento dell’acquisto in negozio, dallo scontrino della spesa viene generato un Codice Qr che viene letto dal cellulare del cliente e dal suo wallet (il portafoglio online) viene automaticamente scalato l’importo corrispondente in bitcoin. La cifra, convertita di nuovo in euro tramite Tinkl.it, viene poi caricata sull’account di Bercotex che provvede a trasferirla sul proprio conto corrente tramite bonifico come avviene per le carte di credito. Per capire come funziona l’utilizzo dei Bitcoin, Bertola si è rivolto a bitcoinveneto.it. In merito alla sicurezza della “criptovaluta”, uno dei fondatori del sito veneto, il padovano Davide Michielotto, spiega: «si conosce sempre l’indirizzo di partenza e quello di destinazione di una transazione in bitcoin: chiunque al mondo può verificarla, a differenza delle operazioni bancarie che solo gli istituti di credito conoscono. Il bitcoin infatti è nato proprio per preservare la ricchezza dall’intrusione di istituzioni finanziarie e governative, il problema semmai è l’instabilità della moneta. Quanto all’uso trasparente, forse non tutti sanno che Legambiente ha utilizzato la piattaforma Helperbit per raccogliere fondi in bitcoin per i terremotati del 2016 e chi ha contribuito sa esattamente a cosa sono serviti i soldi donati».