Cavarzere (Ve), cagnetta crivellata di proiettili: caccia al colpevole

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Si chiama Mara, ed è un cucciolo di 15 mesi di pastore australiano ospite al Rifugio Città degli Angeli di Cavarzere (Venezia). Venerdì mattina è scappata dal rifugio attraverso un buco nella rete, ma la libera uscita non è durata molto. Avvistata sanguinante, dopo 36 ore è stata trovata in fin di vita dai volontari del rifugio. «La lastra clinica ha confermato che a Mara hanno sparato a bruciapelo una mitragliata di pallini. Due di essi sono entrati nel cuore e ne stanno compromettendo il funzionamento», inoltre, «ha una zampa che non risponde più, probabilmente perché i pallini hanno leso i legamenti», hanno scritto su Facebook i responsabili del centro di soccorso. «Siamo sbigottiti da quanto è successo. Un comportamento del genere, da Far West, a Cavarzere? Stiamo impazzendo?». Dal rifugio fanno sapere che un testimone ha riferito «di aver sentito uno sparo ed un guaito la mattina in cui Mara è scappata. Questo è accaduto alle 7 del mattino mentre la persona era ancora a letto, praticamente dopo mezz’ora dalla fuga del cane».

Si tratta probabilmente di un cacciatore dei dintorni che «ha sparato intenzionalmente a Mara volendola uccidere o ferire. Le ha sparato in mezzo alle case fuori dal periodo di caccia». Mentre procedono le ricerche del responsabile, le condizioni della cagnolina sembrano migliorare: «ieri Mara è stata sottoposta ad un’altra ecografia al cuore. Il versamento cardiaco si è riassorbito ed i due pallini sono conficcati in due punti non vitali. La speranza è che rimangano per sempre fermi e vengano “inglobati” dai tessuti così da non creare problemi. Ad ogni modo, ha ancora del versamento nel polmone destro che speriamo venga riassorbito e non si riformi. Se rimane stabile come oggi, poi i veterinari si dedicheranno all’arto che, in seguito allo sparo ravvicinato, ha il muscolo frantumato dai pallini e il legamento probabilmente leso». In attesa di aggiornamenti sulle condizioni della tenace cagnolina, i volontari fanno sapere che «oggi definiremo la denuncia dai Carabinieri di Cavarzere che si sono dimostrati molto collaborativi ed hanno intenzione di risalire al colpevole».

(Ph. Rifugio Città degli Angeli / Facebook)

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  • pachiara

    Premesso che l’azione è censurabile e odiosa, da punire, rimane la constatazione che ormai un cane viene considerato come e più di un umano… Anzi, in vari casi la gente sceglierebbe il cane, tra uomo e cane, dovesse salvare uno dei due