Ulss venete, solo le vicentine in attivo

Dopo l’avvio dell’Azienda Zero che ha ridotto le aziende sanitarie regionali da 22 a 9, è tempo di bilanci per le ex Ulss. In generale, scrive Piero Erle sul Giornale di Vicenza a pagina 6, il deficit in bilancio registrato nel 2016 dalle 22 ex aziende, è stato inferiore alle attese della Regione che prevedeva un rosso di 660 milioni. Il deficit si attesta infatti a -216 milioni, grazie anche ai 3,6 milioni di utile messi assieme da 12 aziende (su un totale di 25, comprese le ospedaliere e lo Iov) e alla “cura da cavallo” applicata a metà anno scorso. Tutte le ex aziende registrano un disavanzo più o meno consistente. Le uniche in timido avanzo sono le vicentine Bassano, Arzignano e Vicenza (oggi accorpate in Usl Berica e Pedemontana).

Spicca però il caso di Verona, dove il deficit dell’ormai ex Ulss 20 (adesso confluita nell’unica azienda 9 “Scaligera”) è di fatto raddoppiato nel giro di soli due anni passando dai -20 milioni del 2014 ai -39,8 milioni del 2016. Ma Verona non è quella messa peggio: la maglia nera in Veneto spetta infatti a Venezia con il suo rosso da -57 milioni.

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