Pfas, Arpav: «rifiuti interrati fuorilegge»

I residui chimici e metallici accumulati e sepolti nell’argine accanto allo stabilimento Miteni contengono sostanze Pfas (perfluoroalchiliche) e Btf (benzotrifluoriche) in concentrazioni nettamente superiori ai limiti imposti dalla legge. Come scrive Filippo Tosatto sul Mattino di Padova di oggi a pagina 11, lo ha confermato Arpav dopo le analisi dei campioni prelevati, che hanno dato esiti identici ai test eseguiti dall’azienda di Trissino. Dopo oltre un anno di ricerche questa è la prima certificazione di agenti contaminanti delle acque sulla enorme superficie che va dall’ovest vicentino alla bassa padovana ai confini del Veronese e potenzialmente minaccia la salute di più di centomila persone, che dovranno subire uno screening sanitario di massa.

Gli esperti di Arpav indagano sulla possibilità che esistano altri accumuli di rifiuti chimici industriali sepolti nella zona, a corroborare questa ipotesi le modalità di interramento dei sacchi, sopra i quali erano state posate le tubature di raffreddamento, e l’assenza di tracce inquinanti dal sito dello stabilimento Miteni. L’inchiesta per l’accertamento delle responsabilità degli illeciti e delle omissioni sarà fondamentali per supportare la bonifica ambientale che richiede per avere successo una delimitazione precisa dei focolai di contaminazione. L’ampiezza della contaminazione idrica in veneto sarebbe senza precedenti in tutto il mondo.