Ancora a parlare di Diana “principessa triste”. Ma triste de che?

Fatta salva la “pietas” dovuta ad ogni essere umano, cos’ha fatto per ben meritare dall’umanità intera?

Lasciatemi dire che sono nauseato dalle paginate di melassa che in questi giorni tutti i media stanno riversando sull’anniversario della morte di Diana Spencer. Fatta salva la “pietas” che è dovuta ad ogni essere umano, cos’ha fatto questa donna per ben meritare dall’umanità intera? Ha scoperto la cura definitiva contro il cancro e l’Aids? Ha convinto tutti i Paesi dell’Onu a fare la pace e a chiudere le fabbriche di armi? Li ha convinti ad azzerare il debito estero dei Paesi del Terzo Mondo? «Principessa triste», la chiamano i giornali. «Ma triste de che?!», direbbe Corrado Guzzanti. «Creatura inutile a se stessa e al mondo» mi verrebbe da definirla, ma certo la prima parte della definizione sarebbe sbagliata, perché inutile a se stessa non lo è stata di sicuro.

Con quel che spendeva in un giorno per i suoi minuti piaceri si sarebbe potuto assicurare una vita dignitosa ad uno qualunque delle migliaia di miserabili sui cui graziosamente si chinava nelle sue inutilissime imprese di “beneficienza”, prima di scuotere il fango dai tacchi delle sue scarpine e tornare alla sua inutilissima esistenza. Ma davvero non abbiamo nessun altro da innalzare agli altari? Che ne so: gli operatori di qualche Ong che salvano dall’annegamento migliaia di disperati? Gli operatori di Emergency? Qualche prete di strada? E se i giornali hanno proprio voglia di guardare negli occhi qualcuno di veramente “triste”, allora che vadano a rivedersi le foto dei miserabili che la settimana scorsa a Roma sono stati cacciati e mazziati come bestie. Io credo che, ogni tanto, bisognerebbe vergognarsi un po’.

(ph. New York Post)