Padova, appello dell’imprenditore: «non trovo apprendisti»

«Non riesco a trovare apprendisti. Evidentemente i giovani pensano che lavorare in un’azienda metalmeccanica sia poco gratificante. E sì che lo stipendio è migliore di quello che potrebbero trovare altrove». A parlare è Giancarlo Piva, a capo della padovana Micromeccanica, impresa associata a Confapi che conta 35 dipendenti e fattura circa 6 milioni di euro l’anno. «Da tempo – spiega all’AdnKronos – stiamo cercando due o tre apprendisti da inserire nelle operazioni di controllo qualità, in sostanza chiamati a verificare che quanto esce dalle nostre macchine sia conforme al disegno e alle esigenze dei clienti. L’obiettivo è poi quello di formarli, facendo loro imparare ad attrezzare i nostri strumenti, rendendoli in grado di produrre. Non si trovano».

«A quanto risulta, i ragazzi che vogliono entrare nel settore manifatturiero sono pochi, pochissimi. Mi sono rivolto all’Enaip di Padova, istituto che organizza corsi di formazione professionale: mi dicono che per una classe che prepara alle lavorazioni meccaniche ce ne sono tre per aspiranti cuochi. M’immagino che questo boom sia dovuto ai numerosi programmi di cucina che fioriscono in tv, ma mi chiedo se veramente tutti quelli che usciranno saranno poi assorbiti dal mercato. Faccio un altro esempio: all’istituto Camerini Rossi mi hanno risposto che non organizzano più corsi professionali di questo tipo, perché non c’è più richiesta da parte dei ragazzi». In un quadro del genere, conclude l’imprenditore, «risulta difficile essere ottimisti. Se a pressione fiscale esorbitante, costi dell’energia e burocrazia aggiungiamo anche la difficoltà di reperire manodopera specializzata, diventa un problema immaginare un futuro per la metalmeccanica».

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