Diamanti: «ragazzi, non tornate in Italia»

«Ragazzi: non tornate. Restate altrove. Fuori dal nostro, vostro Paese. Almeno fino a quando il nostro, vostro, Paese non si accorgerà di voi. E deciderà di investire sui giovani invece che sugli anziani. Sulla scuola. Sui nuovi lavori. Invece che sulle rendite, sulle pensioni, sui privilegi. Ma finché questo Paese che invecchia continuerà ad aggrapparsi al presente – e al passato. Incapace di guardare al futuro. Al destino dei – propri – giovani. Almeno fino ad allora: ragazzi, non tornate!». Questo l’accorato appello ai giovani italiani che espatriano inoltrato dalle colonne di Repubblica dal sociologo, politologo e saggista Ilvo Diamanti.

Nella sua analisi Diamanti traccia un profilo impietoso di un Paese in cui oltre 1 giovane su 3 è senza lavoro e in cui il potere politico ed economico è in mano agli anziani: «la popolazione italiana invecchia anche perché i giovani, appena possono, se ne vanno (…). Soprattutto i più istruiti. I più qualificati. Circa 3 su 4, in possesso di un titolo di studio. Secondo il Censis, quasi 9 su 10 di essi sono laureati. Si dirigono prevalentemente in Europa» perchè «trovano occasioni di impiego migliori rispetto a qui». Anche per colpa dei tagli alla spesa per istruzione, argomenta Diamanti, «i nostri dottori, dopo essersi formati in Italia, se ne vanno a fare ricerca altrove – continua Diamanti -. Dove trovano opportunità e soluzioni. Migliori e più adeguate. In altri termini: sono richiesti da più soggetti scientifici, da più istituzioni, da più imprese (…) «trovano spazio e vengono valorizzati, altrove. Mentre in Italia si devono rassegnare a condizioni di sotto-occupazione. Con prevedibili e inevitabili conseguenze di de-qualificazione. Così, per noi si tratta di una perdita “economica”. Di un investimento in-utilizzato. Peggio: sfruttato da altri Paesi».

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