Vicenza, Villa diventi direttore stabile del Museo Civico

Ridicolo che risulti “onorario”: serve continuità, in una situazione precaria e ingarbugliata

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Il lettore che conosca il pensiero critico che su alcuni aspetti della cultura vicentina ho espresso sia negli articoli comparsi su Vvox sia in alcune lettere al Giornale di Vicenza – dall’uso improprio del Teatro Olimpico con spettacoli indegni della tradizione antica e moderna, al cantiere infinito di Palazzo Chiericati che ostacola il regolare funzionamento del Museo, alla decisione di affidare ad un privato la creazione di una galleria d’arte contemporanea nel Torrione di Porta Castello – non si stupirà se sostengo l’urgente necessità di affidare al prof. Giovanni Carlo Federico Villa l’incarico ufficiale di direttore stabile del Museo Civico.

Ho maturato questa convinzione constatando la precarietà della situazione, destinata ad aggravarsi, se non interverrà una personalità di alto profilo, che sappia imporsi con autorevolezza, assumendosi davanti a tutti precise responsabilità. È ridicolo che Villa risulti “direttore onorario” di una istituzione che non l’ha visto direttore effettivo, riconosciuto e inquadrato nel giusto ruolo. Agli occhi dei vicentini è una figura ombra che compare e scompare a seconda delle convenienze, inesistente per le cronache che registrano solo le dichiarazioni trionfalistiche dell’assessore Bulgarini che concepisce tutto a sua immagine e somiglianza.

Eppure nessuno più di Villa conosce il patrimonio artistico vicentino, in particolare il Museo Civico, per averne studiato le opere fin dai tempi della stesura del catalogo scientifico commissionato e pagato del marchese Roi. Insomma è una persona preparata che, se debitamente motivata, saprà trovare una dignitosa via di uscita a una situazione tanto ingarbugliata.

Ho maturato la mia convinzione valutando la sua azione ricca di esperienze compiute sul campo e di successi ottenuti come curatore di importanti mostre nelle sedi più prestigiose d’Italia. Attualmente è curatore della mostra “Il Rinascimento di Marcello Fogolino” al Castello del Buonconsiglio di Trento, il cui catalogo è la più completa monografia su questo artista, forse friulano d’origine e veneto-veneziano di formazione.

Recentemente, superati sospetti e resistenze reciproci, mi è stato possibile avere con lui un ampio scambio di vedute sulla realtà culturale vicentina. Fermo ognuno sulle sue posizioni, ma attento alle ragioni dell’altro, ho potuto misurare l’onestà intellettuale del mio interlocutore, che opera in condizioni di obiettiva difficoltà, per interventi compiuti da altri, e di estrema precarietà, per l’incertezza del futuro.

Purtroppo molti sono gli errori fatti per il protrarsi in tempi biblici del restauro della sede palladiana, inadeguata con il recupero delle ali ottocentesca e novecentesca ad accogliere tutte le collezioni storiche e i lasciti recenti. Troppe le strategie sbagliate negli allestimenti parziali, adottate per compiacere chi pretende risultati subito, non importa ottenuti a quale prezzo.

Sento il dovere di esortare chi dell’opera del prof. Villa si è avvalso finora anche per la propria immagine, a sostenere l’istruttoria per un incarico ufficiale, sapendo che i risultati veri si vedranno nella continuità della sua azione. Giova ricordare che il Museo Civico di palazzo Chiericati è una delle pinacoteche più prestigiose d’Italia per numero e qualità di opere d’arte veneta e vicentina. Con il Teatro Olimpico e la Basilica Palladiana è la sede da cui dipende il futuro culturale e turistico della città. Per darle la dignità e visibilità si sono investiti ingenti capitali, ma non bastano da soli a garantire il pieno successo. Il progetto di dislocazione e di allestimento delle opere dovrà essere rivisto alla luce degli spazi effettivamente disponibili e delle compatibilità espositive. Solo quando tutti i nodi saranno venuti al pettine, si potrà dire l’ultima parola.

Villa è consapevole di tutto ciò. Sulla base dell’esperienza fatta durante l’accidentato percorso, saprà correggere squilibri e sanare incongruenze. A sostenere Villa nell’impresa che l’ha visto fin qui agire dietro le quinte, dovrebbe essere l’intera l’Amministrazione Comunale, senza distinzioni politiche. Compirebbe un atto di vera giustizia e grande responsabilità.

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