Valdagno, il sindaco Acerbi: «aprire archivio Marzotto, noi ci siamo»

Caro direttore,
ho letto e apprezzato l’appello di Giorgio Roverato (clicca qui per leggere), che è fra i più importanti studiosi di storia industriale veneta, ma soprattutto un autentico amico di Valdagno. La storia industriale valdagnese è davvero un eccezionale patrimonio per il futuro della nostra città. Lo testimonia innanzitutto la Città Sociale, il “gioiello urbanistico” realizzato su idea di Gaetano Marzotto Jr., che oggi è il cuore dei servizi di Valdagno, ma che rappresenta anche una realizzazione di straordinario interesse, a livello nazionale e oltre.

Di questo patrimonio è un elemento essenziale l’archivio Marzotto, che è il frutto della sedimentazione di una storia quasi bicentenaria di rilievo mondiale. Per questa ragione, rispondendo al prof. Roverato, offro da subito la massima collaborazione del Comune, e scriverò agli Enti competenti in tal senso, ad individuare assieme alla Soprintendenza e all’azienda le forme migliori per valorizzarlo, a beneficio sia delle strategie aziendali, sia della cultura cittadina. Sono infatti convinto che il riconoscimento culturale di quel patrimonio documentale debba muoversi nella direzione non solo della tutela, ma anche della valorizzazione.

Gli archivi delle manifatture storiche, infatti, sono sempre più anche occasioni di valore per le strategie aziendali. Questo rappresenta un interesse concreto alla loro conservazione e dunque un punto di forza anche per le politiche di tutela. Sono certo, pertanto, che la Soprintendenza saprà tenere in considerazione questo aspetto nelle sue valutazioni.

D’altro canto, Marzotto Spa è certamente consapevole di questo valore. Molti dimenticano che l’azienda non è parte solo della storia di Valdagno, ma anche del suo presente: si tratta di una realtà internazionale ed evoluta, che ha la sua sede principale a Valdagno, dove occupa centinaia di posti di lavoro. L’interesse della città è senz’altro che essa sviluppi ulteriormente la sua presenza a Valdagno e una sinergia sull’archivio può diventare un’occasione importante.

Per quanto concerne, infine, gli spazi della grande fabbrica, ricordo solo che anch’essa è un pezzo di patrimonio industriale, ma si tratta di un patrimonio tutt’altro che vuoto, visto che il volume, senza dubbio molto importante, è oggi sede dell’attività aziendale. È dunque prioritario e di interesse della città che esso continui a svolgere la sua funzione produttiva pienamente, garantendo gli insostituibili benefici economici, sociali e culturali legati a tale presenza.

Del resto, il Comune è stato ben attento alla tutela anche di quel patrimonio, attraverso normative urbanistiche evolute, quali il vincolo regionale dell'”Architettura del ‘900″ e vincoli edilizi specifici per molti singoli edifici. Premesso questo, nulla vieta che nell’area possano trovare spazio attività collaterali e di interesse dell’azienda, a partire dalle necessità legate alla valorizzazione dell’archivio e alla riqualificazione dei volumi produttivi: anche su questo, siamo disponibili alle necessarie valutazioni.

Giancarlo Acerbi
Sindaco del Comune di Valdagno

ph: giancarloacerbi.it