Stupri di Rimini, il padre dei minorenni ha capito come funziona l’Italia

«Sono ragazzini». D’altronde, quante volte genitori italiani hanno bollato come “ragazzate” episodi gravi?

Caro direttore,
non avevo ritenuto opportuno commentare il tuo articolo su stupri, violenza ed etica, perché mi pare sempre un po’ narcisista farsi vedere solo per dire: “sono d’accordo”. Tuttavia oggi è successo qualcosa di nuovo, che secondo me merita una piccola nota.

Il padre dei due minorenni che hanno “collaborato” alla spedizione notturna di Butungu (pregiudicato, agli arresti domiciliari per vari reati) ha dichiarato alla televisione (TG di Italia 1 delle 12.25: cito a memoria): «Sì, va bene, è stata una brutta cosa, ma ormai è successa, e non ci si può far niente. E poi sono due ragazzini, cresceranno, possono farsi una famiglia anche loro, non è giusto rovinargli la vita».

Chi lamenta che gli immigrati spesso non si integrino nella società italiana, ora dovrebbe conferire la cittadinanza italiana ad honorem a questo signore, che dell’Italia ha capito tutto. Innumerevoli volte abbiamo sentito queste parole, e sempre da genitori italiani. Bruciano un barbone? Ragazzate. Incendiano un pakistano che dorme su una panchina? Ragazzate. Riempiono di botte uno perché ha la pelle nera? Ragazzate. Massacrano uno fuori dalla discoteca? «Ha diciott’anni, è un ragazzino, un bambino, non si può infierire». Eccetera.

Innumerevoli volte. «Senza etica, ogni uomo può essere un mostro», hai scritto. E senza “educazione“? E’ questa l’educazione che ricevono i ragazzi italiani? E allora, caro direttore, è inutile parlare di etica, è inutile parlare di mostri. I mostri siamo noi.

(ph. Matrix/Mediaset)