Miteni: «togliamo più Pfas di quanti ne immettiamo»

Audizione oggi in Prefettura a Vicenza dell’amministratore delegato di Miteni, Antonio Nardone, da parte della commissione d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati. I membri della Commissione avevano visitato ieri mattina per oltre due ore lo stabilimento di Trissino dove hanno voluto approfondire tutte le tematiche e in particolare quelle relative alla depurazione degli scarichi e alla bonifica della falda.

E’ stato mostrato sul campo l’ingente lavoro di analisi e controllo dei terreni che si è svolto con la supervisione di Arpav nelle ultime settimane dopo la diffusione del documento del Noe dei carabinieri. Da questi controlli non è emerso nulla di quanto prospettato in merito ala presenza di aree gravemente compromesse o rifiuti interrati all’interno dello stabilimento. Una affermazione che aveva portato i carabinieri ad accusare tutte le proprietà, fino a quella attuale, di essere a conoscenza di una situazione critica e di averla nascosta.

Nardone ha ribadito che la proprietà e gestione attuali non erano a conoscenza di quelle analisi i cui risultati certamente non si trovavano nello stabilimento di Trissino ed erano stati commissionati della precedente proprietà e mai portata conoscenza di quella attuale. L’azienda peraltro ha realizzato nel 2013 campionamenti dei terreni con risultati del tutto diversi da quelli in possesso del Noe.

L’amministratore delegato questa mattina ha consegnato i documenti che dimostrano come all’inizio degli anni Novanta, l’allora proprietà Mitsubishi avesse provveduto a una profonda bonifica dell’area rimuovendo oltre 300 tonnellate di terreno. Pertanto i terreni interni allo stabilimento sono stati consegnati già vent’anni fa alle proprietà successive bonificati dai rifiuti. Nardone ha poi presentato i dati sugli scarichi dell’azienda da cui si rileva che tutte le emissioni rispettano addirittura i limiti per le acque potabili.

Ha dichiarato Antonio Nardone al termine dell’audizione: «E’ un atto di grande valore istituzionale che i parlamentari abbiano deciso di venire a conoscere direttamente la situazione. Una situazione che rispetto ai lavori svolti precedentemente dalla commissione è cambiata anche per una sentenza chiarissima del tribunale Superiore delle acque pubbliche che ha indicato nell’intervento sulle decine di scarichi degli utilizzatori di Pfas la soluzione per affrontare il problema, mentre fino ad oggi ci si è concentrati solo su Miteni che in questa sentenza non è nemmeno citata. Nelle prossime settimane si conosceranno per la prima volta i dati su questi scarichi e dopo le doverose verifiche sono certo che lo scenario attuale e storico sulle cause dell’inquinamento avrà connotati completamente diversi».

«Questa proprietà di Miteni, subentrata nel 2009 – ha aggiunto Nardone – si sta facendo carico della superficialità dovuta a una diversa concezione della produzione che c’era all’inizio della storia industriale dello stabilimento. Questa gestione Miteni ha portato le emissioni ai livelli delle acque potabili e stiamo investendo risorse e persone per controllare e pulire la falda contaminata nel passato, ottenendo un risultato che supera il 99% di abbattimento. Posso affermare che Miteni oggi toglie dall’ambiente ben più Pfas di quanti non ne immetta».

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