Accoglienza, a Vicenza la prima rete italiana di comitati anti-profughi

Si è svolta questa mattina nei pressi dell’ex hotel Europa a Vicenza – luogo simbolico, occupato da abusivi -la presentazione della rete dei comitati vicentini che si oppongono all’accoglienza di quelli che i promotori definiscono “falsi profughi“. La rete è composta dal comitato “PrimaNoi”, attivo da oltre due anni in tutto il vicentino, “Lugo dice No”, il gruppo “Pro Bolzano vicentino” e il neo costituito comitato “la Val D’Astico dice no”. Assieme a loro le sentinelle di PrimaNoi attive nell’Alto Vicentino. Per il portavoce di PrimaNoi Alex Cioni, l’accoglienza dei migranti altro non è che «un business sulle spalle dei contribuenti italiani e degli stessi immigrati che ha permesso a pochi soggetti senza scrupoli di arricchirsi fregandosene delle conseguenze che in termini di sicurezza e degrado, oltre che in termini economici, ricadono sulla testa di tutti noi».

«La rete dei comitati – spiega Gianluigi Feltrin del comitato di Bolzano Vicentino – nasce per attivare concretamente un collegamento diretto tra le varie realtà territoriali che vivono il medesimo problema, vale a dire una rete di mutuo soccorso propedeutico alla promozione di ogni iniziativa di piazza e di controinformazione utile a costruire un muro alla reiterata accoglienza diffusa di persone oramai universalmente riconosciute come degli impostori». I rappresentanti della rete no profughi chiedono al sindaco di Vicenza di «fare meno propaganda ad effetto e di usare gli strumenti a propria disposizione per uscire dalla rete Sprar». La preoccupazione è che con il nuovo bando della Prefettura da 74 milioni di euro, le strutture venete sovraffollate vengano ridimensionate a danno della provincia di Vicenza. «Una cosa è certa, noi non li lasceremo fare senza rompere le scatole».

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