Pfas, Lorenzin: «in arrivo direttiva Ue sui limiti»

Ieri il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin ha annunciato che a dicembre arriverà una nuova direttiva europea sollecitata dal governo italiano sui Pfas. «Non sono riuscita a comprendere il motivo di questa polemica del Veneto – ha dichiarato -. È stato fatto un grandissimo lavoro, stanziati milioni e milioni e ogni Regione può adeguare o ridurre questi parametri in base alla peculiarità del territorio. Se c’è un problema, magari alzi il telefono e parli col tuo ministro». L’assessore alla Sanità Luca Coletto ribatte: «Telefonata? Fior di lettere, abbiamo mandato. Evidentemente il ministro non legge la posta». L’assessore all’Ambiente Giampaolo Bottacin – riporta Corriere del Veneto a pagina 7 – rimprovera al ministero della Sanità di voler ignorare la contaminazione da Pfas nelle altre Regioni, citando uno studio dell’Istituto di Ricerca sulle Acque del Cnr.

«In acquedotti di una città non veneta – Lodi, ndr – c’erano ben 120 nanogrammi di Pfos, sostanza più pericolosa della famiglia dei Pfas per la quale qui abbiamo fissato la soglia dei 30 nanogrammi». Gli risponde Stefano Polesello, ricercatore del Cnr: «Lodi? Fu colpa di un incendio, la schiuma usata per spegnere contaminò uno dei tre pozzi di prelievo. Ora è risolto. Nel nostro dataset di 400 campioni abbiamo riscontrato solo rischi localizzati. Eccetto in Veneto, dove la qualità del terreno, molto permeabile, ha portato le acque di scarico fino alla falda. Un caso a livello mondiale. Bene ha fatto la Regione ad adottare limiti precauzionali. Estenderli in tutta Italia è una scelta politica».

(Ph. Agenparl.com)